giovedì, 15 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Più che l’amor patrio potè il digiuno!
Pubblicato il 04-10-2017


Il Rosatellum 2 pare avere qualche speranza di essere approvato. Intanto si fa carico della sollecitazione del Presidente della Repubblica per un allineamento tra Camera e Senato. Altro elemento innovativo quello che presuppone, invece del tutti contro tutti, il ritorno alle coalizioni, una pura illusione per l’eterogeneità delle stesse. La prova provata? Il voto è lo stesso bloccato a Camera e Senato per paura d’essere fregati dall’alleato. Capovolti i rapporti tra il maggioritario ed il proporzionale rispetto al Mattarellum emerge con solare evidenza che lo stare insieme in una coalizione rinvia a dopo i problemi degli equilibri interni e quello del leader in cui riconoscersi. Nello stesso M5stelle, naturalmente contrario alla coalizione la corsa solitaria di Di Maio sa più di capro espiatorio di un ridimensionamento annunziato, Questa è la ratio che privilegia la conta interna delle coalizioni trasformando la parte predominante del promozionale in una sorta di primarie legittimanti il futuro partner e la strategia prevalente. Senza misure maggioritarie in grado di garantire la governabilità, tutto diventa aleatorio subordinato al futuro stato di necessità ed in ultima analisi al male minore, unica alternativa com’è successo in Spagna, il rinvio alle urne. Cadono nel vuoto tutte le sollecitazioni a dare la priorità alla governabilità mentre l’unica preoccupazione diventa il digiuno a cui andrebbero incontro i parlamentari uscenti se si dovesse tornare al regime degli eletti e non più a quello dei nominati e cooptati come nei collegi uninominali. Non ho nessuna nostalgia del voto di preferenza manipolabile e costoso ma l’uninominale del 75% del Mattarellum avrebbe evitato il prevalere delle liste rigide, limitatolo strapotere delle oligarchie e con l’appello al voto utile qualche possibilità in più di avvicinarci a possibili alleanze. C’è chi come Alimonte ai fini dell’assicurare il bene essenziale di scegliere un governo per il Paese reclama la reintroduzione di una qualche forma di doppio turno, che la sera del secondo ci assicuri chi governerà. Nessuno che, prendendo atto di un sistema tripolare …finora, se convinto delle proprie ragioni, proponga l’abbassamento della soglia per il premio di maggioranza non dico al 33% ma almeno al 35% per accreditare la necessità di andare a votare e scuotere gli astensionisti se non altro per scegliere il male minore.So l’obiezione che sarebbe un azzardo ma mi pare già di sentire ripetere la frase di finiana memoria :” Che fai mi cacci?”e le maggioranze bulgare andare in frantumi.

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