domenica, 22 luglio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Portogallo. I socialisti vincono le amministrative
Pubblicato il 05-10-2017


portogallo

Il partito socialista portoghese ha stravinto le elezioni amministrative di domenica scorsa conquistando il 38% dei consensi su scala nazionale e vincendo 158 comuni su un totale di 308. Per il leader e primo ministro portoghese Antonio Costa si tratta di un successo senza precedenti “Il partito socialista ha avuto la sua migliore affermazione alle amministrative, confermando una tendenza iniziata due anni fa” ha detto Costa. Il partito socialista, facendo fronte con i comunisti, è tornato al potere in Portogallo nel 2015, nel pieno della grande crisi economica mondiale. Dall’opposizione il leader socialdemocratico di centrodestra Pedro Passos Coelho ha ammesso la sconfitta parlando apertamente di “uno dei peggior risultati nella nostra storia” e lasciando intuire l’intenzione di dimettersi mentre la stampa parla di una débacle “umiliante” per la sua formazione.

Ma il voto non ha premiato tutta la coalizione di governo. Anche per i comunisti quella di ieri è stata una giornata da dimenticare: il Partito comunista ha perso nove comuni a favore dei socialisti, inclusa la storica roccaforte di Almada, a sud di Lisbona. Il Portogallo, attualmente, sta vivendo una fase economica straordinaria, con la crescita ai massimi degli ultimi quindici anni e il più basso tasso di disoccupazione dal 2009. Costa a più riprese si è impegnato di voltare pagina rispetto alle politiche di austerità e ha già cancellato alcune delle misure di austerity concordate tra il governo di centrodestra e il Fondo Monetario Internazionale e la Ue tra il 2011 e il 2014.

Il deficit ha raggiunto il livello più basso di sempre, mentre l’agenzia Standard & Poor’s ha appena alzato il rating del paese, e sarà presto seguita da tutte le altre. Il primo ministro socialista Antonio Costa non si è limitato soltanto a tenere i conti in ordine, ma ha anche fatto molto per aiutare in particolare i ceti più colpiti dalla crisi e dalle misure di austerità adottate negli ultimi anni. Per esempio il suo governo ha alzato il salario minimo, ha abbassato l’età pensionabile e ha aumentato gli investimenti pubblici, in particolare quelli nella sanità: in pochi anni il Portogallo ha recuperato diverse posizioni nelle classifiche internazionali sulla qualità dei servizi sanitari.

Costa ha anche avuto successo in quelli che in Portogallo chiamano i “temi divisivi”, cioè i diritti civili. Il governo ha rimosso le barriere alle adozioni da parte delle coppie omosessuali, mentre è in corso un dibattito sulle leggi che prevedono l’introduzione dell’eutanasia e del suicidio assistito. A luglio il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,9 per cento, il livello più basso dal novembre 2008. L’economia dovrebbe crescere quest’anno del 2,5 per cento, sostenuta da turismo ed esportazioni. «Non c’è molto da dire: quest’anno avremo la crescita migliore di questo secolo», ha detto pochi giorni fa Costa, che secondo gli ultimi sondaggi gode dell’approvazione del 48,9 per cento dei portoghesi.

Domenica questa popolarità si è trasformata nella conquista di 9 delle 15 città più popolose del paese, tra cui la capitale Lisbona. Il principale partito del centrodestra, il Partito Socialdemocratico (PSD), ha invece perso molto: è riuscito a mantenere il controllo della seconda città del paese, Porto, ma ne ha perse altre dieci. L’attuale leader del partito, l’ex primo ministro Pedro Passos Coelho, responsabile di molte delle politiche economiche di austerità adottate negli ultimi anni, sarà probabilmente costretto alle dimissioni da leader del partito.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento