mercoledì, 14 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Puigdemont contestato da tutti, Psoe difende il 155
Pubblicato il 26-10-2017


puigdemont 3Alla fine il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, prende ancora tempo, ma stavolta si ritrova contro non solo il Governo di Madrid sempre più irritato dall’atteggiamento attendista del presidente catalano, ma anche degli stessi catalani che vogliono l’indipendenza dalla Spagna. Oggi infatti dopo che Puigdemont ha deciso di cancellare la dichiarazione in cui avrebbe dovuto convocare le elezioni regionali per il 20 dicembre, la folla si è radunata per contestare l’eventualità di una rinuncia all’indipendenza. Per i secessionisti più convinti, quello di Puigdemont è un vero tradimento. Centinaia di studenti che manifestavano contro l’articolo 155 si sono diretti sotto il palazzo della Generalitat al grido di “Abbiamo votato, applica il risultato. Governo traditore, non dimentichiamo e non perdoniamo”. La sola possibilità di nuove elezioni ha fatto infuriare anche i deputati del Parlament e dello stesso partito del presidente catalano.
“Non sono d’accordo con la decisione di andare al voto. Mi dimetto come deputato e lascerò il Pdemocratacat”, ha twittato Jordi Cuminal, deputato del partito di Puigdmont. Nel frattempo cade l’ultimo argine all’attivazione del famigerato articolo 155: la Corte costituzionale spagnola infatti ha respinto il ricorso presentato dal governo catalano contro l’attivazione del commissariamento annunciato dal premier Mariano Rajoy.
Adesso la presidenza del governo catalano ha reso noto che il presidente Carles Puigdemont farà una dichiarazione istituzionale alle 17. L’intervento di Puigdemont è già stata annunciato e rinviato due volte oggi.
Nel frattempo a poco più di 24 ore dopo che in Senato passa per la prima volta questo drastico strumento, il segretario generale del PSOE, Pedro Sanchez, ha ribadito il suo appoggio all’articolo 155 osservando che l’applicazione della disposizione, anche se senza precedenti “rimette le cose al loro posto, e fa tornare la Catalogna nella legalità” .
Tuttavia, Sánchez ha anche ammesso anche che “l’articolo 155 non è la soluzione della crisi in Catalogna”, ma l’unico modo per “ripristinare” la legalità in questo territorio. “Ma la vera soluzione deve venire dalla mano della politica”, ha insistito, evidenziando ancora una volta l’utilità di nuove elezioni entro sei mesi. Inoltre ha risposto alla accuse: “Non c’è bandiera di sinistra nella causa secessionista. Nessuna” e prosegue “Né tantomeno la classificazione tra i catalani di primo e di secondo” livello. “La sinistra deve essere in difesa della Costituzione e dello Stato”, ha detto Sanchez a Valladolid, “sconcertato” dai messaggi del partito viola (Podemos) che accusa il PSOE di aver eguagliato il PP di Rajoy.

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