mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Raqqa. I Curdi espugnano la capitale dell’Isis
Pubblicato il 17-10-2017


raqqaRaqqa è stata liberata, ad annunciarlo un portavoce dei guerriglieri curdi che ha precisato che la città, ex capitale dello Stato islamico in Siria, è “completamente ripulita”. Dopo un’offensiva iniziata a giugno, domenica c’è stato l’assalto finale da parte dei combattenti dalle Forze democratiche siriane (Fsd), alleanza di milizie curde e arabe appoggiate dagli Usa che si è concluso stamattina.
Gli ultimi combattimenti particolarmente accesi si sono verificati nella zona dell’ospedale e in quella dello stadio, mentre particolare valore simbolico ha avuto l’occupazione del crocevia di Al-Naim, conosciuto come la “Rotonda dell’inferno”, dove i jihadisti eseguivano decapitazioni e crocifissioni.
Dopo Mosul lo Stato Islamico perde l’ultima città importante che controllava fra Siria e Iraq ma soprattutto il luogo che aveva eletto a capitale del suo “Califfato”. Nel marzo del 2013 Raqqa diventa il primo capoluogo di provincia a cadere nelle mani dei combattenti che si oppongono al regime di Bashar Al Assad, ma nemmeno un anno dopo l’Isis prende il pieno controllo della città, cacciando i combattenti delle altre fazioni. Tuttavia già nel giugno del 2015 i combattenti curdi riescono a strappare al Daesh le prime città nella provincia, tra cui Tal Abyad e Ayn Issa.
Dopo aver ripreso il controllo dello stadio di calcio e dell’ospedale, le ultime due roccaforti dove si erano asserragliati i combattenti stranieri dell’Isis, è stata issata la bandiera curda sulla città, anche restano da stanare alcune sacche di jihadisti ancora a Raqqa, soprattutto combattenti stranieri accorsi da tutto il mondo per combattere nelle fila dell’Isis.
Centinaia di jihadisti dell’Isis e migliaia di civili erano stati evacuati da Raqqa domenica in base ad un accordo raggiunto tra le cosiddette Forze democratiche siriane (Sdf) alleate degli Usa e lo Stato islamico con la mediazione di capi tribali locali.
Nonostante tutto però secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, la battaglia per la liberazione di Raqqa ha avuto un costo altissimo in termini di vite umane: 3.250 morti, di cui 1.130 civili, senza dimenticare le condizioni in cui versano i civili fuggiti da Raqqa che da giugno sono ancora ospitati nei campi profughi.

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Commenti all'articolo
  1. La liberazione di Raqqa, città siriana considerata la capitale dell’Isis, è al centro delle analisi dei quotidiani italiani (sul Corriere un’ampia ricostruzione della liberazione). Dopo la vittoria del contingente guidato dai curdi, tante le domande sul futuro della Siria e della regione nonché su cosa accadrà all’Isis. Repubblica spiega che i jihadisti in ritirata dalla Siria cercheranno di riorganizzarsi in Libia: “dopo la cacciata dell’Isis da Sirte nel 2016, dopo i bombardamenti su Sabrata e a Sud di Sirte nel 2017, miliziani dell’Isis sono presenti in alcuni villaggi del Fezzan, il Sud della Libia”. Ma anche Iraq, Afghanistan, Filippine ed Egitto sono luoghi in cui gli uomini dell’Isis proveranno a trovare rifugio. Nel Sinai, in particolare, “i fondamentalisti appartenenti a tribù beduine hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico: sono concentrati nella penisola del Sinai e da qui attaccano la polizia e le Forze armate egiziane. A loro sono attribuiti gli attentati contro la comunità cristiana copta, oltre al lancio di razzi contro Israele”. Sulla questione della spartizione dei territori invece, il Sole 24 Ore sottolinea che dopo la vittoria a Raqqa, “le truppe Usa sosterranno le forze di opposizione (ad Assad), contribuendo a creare una regione indipendente in Siria. Dietro le quinte i curdi siriani eserciterebbero una certa influenza. Uno scenario inaccettabile per Damasco” e per i russi.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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