giovedì, 20 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Referendum Lombardo-Veneto. Buemi: “Inutile”
Pubblicato il 03-10-2017


zaia e maroniMentre l’Europa guarda con preoccupazione gli sviluppi della politica spagnola sulla questione catalana, in Italia la Lega scalda i motori per il 22 ottobre, quando in Lombardia e in Veneto si voterà per il referendum sulla maggiore autonomia. Una consultazione che costerà allo Stato cinquanta milioni di euro, di cui solo 22 per l’acquisto dei 24mila tablet per il voto, in Lombardia. Quattordici, secondo le previsioni, in Veneto. Tutto questo perché per la prima volta in assoluto in Italia, il voto potrà essere elettronico, ma non ha nulla a che vedere con il voto in remoto via internet. Ai seggi ci saranno dei dispositivi mobili tramite i quali i cittadini potranno esprimere la propria preferenza, correggendola una sola volta in caso di errore.
Non solo, ma si tratterà di spreco di soldi e di tempo perché in ogni caso Lombardia e Veneto non diventeranno Regioni a statuto speciale (ci vorrebbe un’apposita modifica costituzionale) né potranno gestire in proprio materie come sicurezza e immigrazione, come invece auspicano i governatori leghisti. Tuttavia è stato pacato il commento del Presidente Gentiloni che ha liquidato il caso del referendum voluto da Zaia e Maroni semplicemente sostenendo che “il governo lavora e non si occupa di politica e di polemiche”.
“Leggo nell’edizione di Torino di La Repubblica che esponenti di FI e Lega sono intenzionati a promuovere un referendum regionale sulla scia dell’iniziativa in Catalogna o quanto meno di quelle veneta o lombarda”, ha dichiarato il senatore piemontese del Psi Enrico Buemi. “Credo che ormai si stia usando ogni mezzo, vista l’incapacità di proporre soluzioni serie e concrete ai problemi dei cittadini, per prefigurare percorsi perversi e irrealizzabili e per richiamare i consensi di cittadini disorientati”, ha commentato Buemi. “Invece di inseguire egoismi di tutte le risme, di territori privilegiati e beneficiari di condizioni di sviluppo economico, cui hanno contribuito tutti gli italiani, si affronti seriamente il problema della irrazionale proliferazione di Regioni senza senso, di Province eccessive nel numero e senza risorse e l’ingiustificato ritardo nel promuovere l’accorpamento di comuni piccoli”, ha sottolineato Buemi. “Questi sono destinati a rimanere impotenti nell’affrontare la domanda reale di servizi pubblici, a cui tutti hanno diritto e non solo i cittadini delle grandi città”, ha sottolineato il senatore socialista.
“Certo, è più complicato spiegarlo ai cittadini, più facile è sicuramente evocare fantasmi di autonomie antistoriche, irrazionali e disastrose per la competizione mondiale a cui si è obbligati”, ha concluso.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento