martedì, 17 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Regeni: Alfano, azioni coordinate con GB
Pubblicato il 04-10-2017


Alfano AbdelmajidIl governo italiano ha avviato “azioni coordinate” con il Regno Unito per l’accertamento della verità sull’uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato morto al Cairo nel febbraio 2016. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, nel corso di un question time alla Camera dei deputati. Il capo della Farnesina ha spiegato che è in corso un dialogo tra l’ambasciatore italiano Giampaolo Cantini e l’omologo britannico di stanza al Cairo, ed è operativa una linea diretta con il ministro degli Esteri inglese, Boris Johnson, con cui Alfano condivide “l’auspicio di iniziative diplomatiche”. Cantini, inoltre, ha contattato la prorettrice di Cambridge, l’università per la quale Regeni conduceva una ricerca, per avviare “uno scambio di informazioni”. L’Italia, ha poi aggiunto Alfano, avrà “tenacia e non rassegnazione” per accertare “niente che sia meno della verità” nel caso dell’uccisione del ricercatore italiano.

Intervenendo alla Camera dei Deputati il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha anche invocato la rapida risoluzione del caso dell’arresto, avvenuto lo scorso 10 settembre, di Ibrahim Metwaly, uno degli avvocati che avevano scritto il rapporto sulle sparizioni forzate di dissidenti in Egitto e presumibilmente a conoscenza di alcune informazioni riguardanti il caso Regeni, essendo parte della squadra di consulenti legali che assiste la famiglia del ricercatore italiano trovato morto al Cairo nel febbraio 2016. Alfano ha spiegato di aver parlato ieri al telefono con il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shukri, auspicando che “il caso sia presto risolto” e ha annunciato che lo risentirà “nelle prossime ore”. Alfano ha ribadito che “anche in collaborazione con altri Paesi europei, l’Italia vuole tener alta l’attenzione sul rispetto dei diritti umani in Egitto”.

Sul caso Regeni Pia Locatelli, presidente alla Camera del gruppo del Psi, ha rivolto al ministro degli Esteri Alfano un interrogazione. “L’avvocato egiziano Metwally, attivista del Movimento famiglie degli scomparsi in Egitto, consulente della famiglia Regeni – si legge nella interrogazione – dopo alcuni giorni in cui non si avevano sue notizie, si trova, dal 13 settembre, in stato di fermo, negli uffici di una procura vicino al Cairo. Di certo, non è una bella accoglienza per il nostro ambasciatore che si è appena insediato al Cairo. Contro l’avvocato Metwally, la cui detenzione è stata prorogata al 5 ottobre, cioè a domani, sono state mosse accuse gravi, gravissime, che se confermate potrebbero costargli anni di carcere. L’avvocato Metwally è stato fermato in aeroporto, mentre si recava a Ginevra per partecipare ad una sessione del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate in Egitto. Vista la fase delicata delle relazioni tra l’Egitto e il nostro Paese, chiediamo cosa intenda fare il Governo di fronte a questo nuovo gesto, che può avere il sapore di una provocazione, e agli episodi a dir poco inquietanti verificatesi nel nostro Paese nei confronti di altri attivisti egiziani dei diritti umani”.

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