mercoledì, 18 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Roma, una targa per ricordare Debenedetti
Pubblicato il 16-10-2017


targa debenedetti“Un uomo che aveva i libri al posto delle pareti”, così viene aperta la commemorazione su Giacomo Debenedetti, intellettuale e critico letterario, nel giorno in cui si ricorda il rastrellamento del ghetto di Roma. Debenedetti viene infatti ricordato soprattutto per il suo racconto lucido e tragico di quel giorno in cui a Roma vennero deportate 1.066 persone, quasi tutte appartenenti al ghetto ebraico. 16 ottobre 1943 di debenedetti, fu la prima testimonianza scritta della Shoah in Italia.
Il cosiddetto ‘sabato nero’, quel 16 ottobre era giorno festivo per gli ebrei, scelto appositamente per sorprendere il più possibile i residenti del ghetto della Capitale.
Nell’anno del cinquantesimo della morte del noto saggista Roma decide così non solo di ricordare l’uomo che ha raccontato quella deportazione, ma di onorarlo con una targa in Via del Governo Vecchio, dove Debenedetti ha vissuto ed è morto.
Numerosi gli interventi durante la cerimonia, tra i quali quello del figlio Antonio e del nipote Marco, ma anche quello del Presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, da sempre in prima linea nel sostegno della memoria della shoah. Tra i presenti anche le associazioni dell’Anpi romana e del Lazio e Stefano Fassina, deputato e consigliere di Sinistra per Roma.
In particolare è stato ricordato come a un intellettuale di calibro come Debenedetti sia sempre stata negata la cattedra di docente universitario e come nonostante tutto quest’uomo sia riuscito a portare avanti e a promuovere la critica letteraria, fino a diventarne uno dei ‘padri’. Così come il premio Feltrinelli gli venne attribuito post mortem così oggi Roma e l’Accademia Nazionale dei Lincei riconoscono il ruolo di Debenedetti nel panorama culturale italiano. Un riconoscimento tardivo, ma necessario.

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Commenti all'articolo
  1. Scrive della sua testimonianza un illustre collega come Alberto Moravia: “Debenedetti riesce a darci tutto quello che avremmo potuto aspettarci da uno scrittore della famiglia di Defoe e Manzoni: sgomento della ragione di fronte alla furia irrazionale, carità religiosa, pietà storica, strazio esistenziale”.
    16 ottobre 1943, di Giacomo Debenedetti, è da sempre tra gli scritti di riferimento per raccontare quella drammatica alba romana e le sue conseguenze. Per onorare la memoria del grande scrittore, saggista e critico letterario biellese, mancato 50 anni fa nella Capitale, il Comune di Roma ha fatto realizzare una targa ricordo sulla casa di Via del Governo Vecchio 78 in cui visse dal 1952 al 1967. Un significativo riconoscimento alla penna che, per prima, ha raccontato quei fatti. Ad intervenire, assieme al vicesindaco Luca Bergamo, la presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, rappresentanti dell’Accademia nazionale dei Lincei, il presidente del Primo municipio Sabrina Alfonsi.

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