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Opinioni e commenti
 

“Romanista ebreo”. Insulti antisemiti laziali
Pubblicato il 23-10-2017


anna frankTorna alla ribalta il caso dell’antisemitismo allo stadio. “Questa non è una curva, questo non è calcio, questo non è sport. Fuori gli antisemiti dagli stadi”. Così la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello su twitter, postando una foto che ritrae degli adesivi tra cui uno con la foto di Anna Frank che indossa la maglia della Roma e un altro con la scritta “Romanista ebreo”. Un fotomontaggio del 2013 che sta tornando alla ribalta in queste ore: i tifosi giallorossi accusano i sostenitori laziali di aver distribuito fotografie di Anna Frank con la maglia della Roma durante Lazio-Cagliari.
“Basta siamo stanchi – sottolinea Ruben – la foto che abbiamo postato su Twitter è stata presa direttamente dal profilo Instagram di un tifoso laziale che si vantava con altri tifosi scrivendo: ‘ai romanisti abbiamo lasciato un ricordo… As Roma merda’. Insomma i tifosi laziali hanno esportato razzismo antisemita anche in curva sud. Questo atteggiamento è una sfida alle istituzioni che ne devono prendere atto e devono farsi carico del problema. La società deve prendere provvedimenti. Per quale motivo le persone che vanno allo stadio devono fare una serie di controlli come avviene in aeroporto e poi chiunque può entrare con una foto di Anna Frank con la maglia della Roma senza subire alcuna conseguenza?”.
Squalificata la curva della Lazio ai tifosi biancazzurri era stato consentito di accedere alla curva Sud dell’Olimpico, tradizionale regno dei romanisti, al prezzo simbolico di un euro. È stata l’occasione per tappezzare le vetrate degli spalti di foto e manifesti antisemiti.
Gli adesivi e i volantini offensivi sono ovviamente stati rimossi dagli addetti alle pulizie dello stadio in vista della gara di mercoledì della Roma con il Crotone e ora i fatti sono all’esame della procura sportiva della federcalcio guidata da Giuseppe Pecoraro.

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Commenti all'articolo
  1. La vergognosa iniziativa antisemita di un gruppo di tifosi della Lazio, che hanno scelto di raffigurare Anna Frank con la divisa dei rivali della Roma, fa parlare giornali e opinionisti. Ferma la protesta di UCEI e Comunità ebraica romana, oggi riportata con evidenza sui principali quotidiani. Ma è anche il mondo sportivo, ai suoi vertici, a reagire con fermezza. A partire dal ministro dello Sport Luca Lotti e dal presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio. Proprio la Figc, nelle scorse ore, ha aperto un’inchiesta sui fatti.
    La Gazzetta dello Sport parla di “delirio ultrà”. Il Corriere dello sport titola: “Olimpico, caso choc”. In un editoriale sulla prima pagina di Repubblica, il direttore Mario Calabresi scrive: “Siamo tutti Anna Frank”.
    “L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane condanna in modo inequivocabile quanto accaduto allo stadio Olimpico di Roma, dove elementi della tifoseria della Lazio hanno per l’ennesima volta offeso la Memoria della Shoah e il mondo ebraico con espressioni antisemite. Contro questi personaggi chiediamo un intervento chiaro della Società Sportiva Lazio e delle autorità competenti” dichiara la Presidente UCEI Noemi Di Segni.
    “Quello che successo è gravissimo, non va sottovalutato e credo che ci sia bisogno di una reazione molto forte e unita di tutte le forze in campo, dalle società di calcio, al Coni, alla politica: servono atti e gesti corali” afferma la presidente della Comunità romana Ruth Dureghello. Che al presidente laziale Claudio Lotito chiede di non nascondersi e “denunciare tutti”. Anche il vicepresidente della Comunità Ruben Della Rocca in una nota sottolinea come la società debba prendere provvedimenti. Dalla Lazio è arrivata in seguito una condanna dell’accaduto e l’annuncio della decisione di portare, con una delegazione guidata da Lotito, una corona di fiori (oggi a mezzogiorno) al Tempio Maggiore di Roma per ricordare le vittime dell’antisemitismo (Corriere dello sport).
    “Vergogna, non andrò più allo stadio” dice il direttore del Tg5 Clemente Mimun, intervistato dal Corriere.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

  2. Ha fatto bene il rabbino di Roma a rifiutare l’incontro con Lotito. Lotito è da tempo complice dei facinorosi della curva nord laziale, che del resto ha un passato ( ed evidentemente un presente ) davvero poco encomiabile. Si può consentire a certa gentaglia di accedere allo stadio, al prezzo di un euro, e poi, fingendo sorpresa e sgomento per l’accaduto, recarsi in sinagoga con i fiori e col solito codazzo di cronisti? Ma chi vuole incantare Lotito?
    Spero che stavolta la punizione sia esemplare.

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