martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scipione Roma
Il Psi non partecipa
alla saga delle bufale
Pubblicato il 10-10-2017


Referendum Lombardo-Veneto: l’inutile parata elettorale leghista ci costerà 70 milioni di euro. Tablet per il voto elettronico; manifesti elettorali 6×3; staff; seggi elettorali; consulenti; pubblicità: il costo della macchina referendaria costerà agli Italiani (tutti) 70 milioni di euro. E per cosa? Per indire un Referendum consultivo, privo di qualsiasi efficacia, che chiede ai cittadini lombardi e veneti se vogliono che le loro rispettive Regioni vadano a chiedere al Governo maggiori poteri.

La Regione Emilia Romagna lo ha già fatto, senza scomodare nessuno, senza riflettori e soprattutto a costo zero.

Tutto ruota all’Art.116 III comma della Costituzione, che recita: “Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata”.

Trattasi dunque della possibilità già prevista in Costituzione, per le Regioni ‘virtuose’, di chiedere al Governo più Autonomia per altre materie, in aggiunta a quelle già oggetto di legislazione esclusiva e/o concorrente. Maroni p.es, ne ha elencate 3: ambiente ed ecosistema; istruzione; politiche fiscali. Zaia fa da megafono. Ma fermiamoci al 116 Cost. Insieme ad altri articoli – 117 su tutti – ha costituito il perno su cui ruotava il Referendum del 2001. Quello per intenderci voluto da D’Alema, lanciato all’inseguimento della Lega.

L’obiettivo era quello di togliere ai leghisti l’argomento ‘secessione’- Roma Ladrona – Stato sprecone, puntando tutto sulla riforma del titolo V.

A distanza di 15 anni quella scelta si è rivelata disastrosa: spesa pubblica fuori controllo; aumento dei contenziosi tra Stato-Regioni; Autonomia legislativa che ha di fatto creato 20 Governatori con poteri enormi che guadagnano quanto il Presidente degli USA; Consiglieri Regionali che guadagnano più del Presidente del Consiglio; 20 sistemi sanitari diversi; società partecipate cresciute come funghi; consulenze alle stelle; Servizi pubblici peggiorati; Tasse Regionali alle stelle. Eh già: la macchina costa. E la Lega lo sa bene. Mentre urlava Roma Ladrona, intascava da Roma 48 Milioni di Euro con cui oleava gli ingranaggi, faceva investimenti in diamanti; comprava qualche Laurea in Est Europa e soprattutto consolidava potere e clientele. Sono gli stessi che hanno Governato questo paese, negli ultimi anni, almeno per 15, formando 3 Governi al cui interno c’erano anche Maroni, Zaia, Bossi, Calderoli. E ora vengono a parlarci di efficienza, capacità, buon Governo? A voi la risposta!!!

Vedete, se il 4 dicembre avesse prevalso il SI, con relativa riforma delle Regioni, avremmo avuto meno Maroni; meno Zaia; meno Toti e anche meno Emiliano che qualche giorno fa ha dichiarato: “Nord stanco di pagare per il Sud”.

Il PSI non partecipa alla saga delle bufale; siamo da sempre convinti che coesione e solidarietà sociale non possano diventare oggetto di baratto per un pugno di voti. Consigliamo ai cittadini Veneti e Lombardi di astenersi.

Scipione Roma
Resp. Nazionale Comunicazione/Social Network Psi

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