sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Malavolti:
A Roma la mostra
sui Fratelli Rosselli
Pubblicato il 19-10-2017


“La loro vicenda umana e politica ci offre ancora oggi spunti di pensiero e riflessione profondissimi. L’orgoglio con cui scelsero di lottare contro il regime fascista e di battersi perché il popolo italiano diventasse padrone del proprio destino rappresenta infatti un grande patrimonio per tutti noi. E quindi facciamo tesoro della loro eredità spirituale”.
Con queste parole, si legge su Pagine Ebraiche, il Presidente Pietro Grasso ha inaugurato l’altro ieri, presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, una mostra storiografica e fotografica dedicata a Carlo e Nello Rosselli, frutto del lavoro del Circolo Rosselli di Firenze. Una nuova significativa tappa nel percorso di valorizzazione dell’eredità dei due intellettuali antifascisti condotto dal circolo in questo 2017 segnato dall’ottantesimo anniversario dalla loro uccisione per mano del regime, che commissionò l’assassinio a sicari dell’estrema destra francese entrati in azione nel comune di Bagnoles de l’Orne il 7 giugno 1937. Alta solennità istituzionale a pochi mesi dal ritorno a casa, presso l’Archivio di Stato di Firenze, di un vasto patrimonio documentale (lettere, carteggi, foto) che permette di ricostruire i momenti fondamentali della loro vita e formazione. Anche in relazione alla loro origine e consapevolezza ebraica e al fecondo universo di relazioni che indirizzò, sin dalla gioventù, le scelte successive.
Afferma l’ex ministro Valdo Spini, presidente del Circolo Rosselli e anima di questa e molte altre iniziative: “Non si tratta solo del ricordo di una testimonianza di una battaglia antifascista coraggiosa e coerente spinta fino al sacrificio della vita. Anche se già questo sarebbe molto importante per il contributo che essi hanno dato alla storia d’Italia. Si tratta di sottolineare l’importanza del binomio ‘Giustizia e Libertà’ propugnato dai Rosselli nella società di oggi. È sull’attualità di questi due grandi valori, di questi due grandi obiettivi, e soprattutto sulla loro inscindibilità che vogliamo attirare l’attenzione. Non c’è giustizia senza libertà, ma non c’è vera libertà senza giustizia”.

Andrea Malavolti
Correggio (RE)

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