lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Zirilli:
Il Paese deve ripartire
Pubblicato il 19-10-2017


Sulla questione banche, il paese ha bisogno di velocità per girare pagina e guardare avanti. Le banche stanno cercando di rinnovare i propri modelli di business, non solo per sopravvivere, ma soprattutto per cavalcare l’onda dell’innovazione al fine di abbassare i costi ed avvicinare i clienti (anche quelli della Generazione Z e i Millennials). Il settore sta affrontando sfide e cambiamenti radicali: la riduzione delle reti fisiche e dell’attività di sportello, gli investimenti in “Fintech”, la Direttiva PSD2, i “new comers” che stanno entrando nel mercato e le conseguenti asimmetrie in sviluppo con gli “incumbent”, i NPL (il grande peso che non permette di fare credito), l’antiriciclaggio, la “resilienza dell’informazione” e la necessità di proteggere e rendere recuperabili i patrimoni informativi in casi di CyberCrime. Da ultimo a gennaio arriva MIFID II e adeguatezza e trasparenza nel rapporto con i clienti, si traducono anche in grandi investimenti tecnologici e sul capitale umano. A tutto questo si aggiunge un’iperproduzione legislativa che ingessa il sistema (1247 fonti normative solo nel 2016, quasi 5 al giorno). Da cittadino sono molto curioso di osservare le evoluzioni future, ma ribadisco che è necessario che riparta tutto per evitare la penalizzazione delle micro, piccole e medie imprese sempre più in difficoltà per ottenere prestiti e liquidità.

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