martedì, 24 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Zirilli:
La riduzione della domanda
di droga
Pubblicato il 16-10-2017


Azioni di prevenzione adeguatamente concepite, possono tenere i giovani lontani dalle droghe e incoraggiare i tossicodipendenti a interromperne l’uso o a ridurre il consumo.
L’Unione Europea considera interventi di riduzione della domanda “tutte le attività svolte nell’ambito di sistemi sanitari, sociali, scolastici e giudiziari al fine di prevenire il consumo di droghe, di assistere e curare i tossicodipendenti e di promuovere il reinserimento
sociale di persone che hanno abusato di droghe”.
Per un’efficace azione nell’ambito della prevenzione serve una diversificazione d’interventi tra loro coordinati, ovvero una vasta promozione educativa e sanitaria rivolta alla popolazione in generale, integrata da azioni specifiche mirate a gruppi vulnerabili e a rischio.
La scuola deve avere un ruolo fondamentale, affrontando a livello preventivo il problema del disagio giovanile, migliorando le relazioni fra coetanei e diminuendo l’incidenza degli abbandoni scolastici. A questi interventi, si devono associare azioni di informazione tra i giovani e formazione degli operatori scolastici.
Già nel 1986 la Comunità Europea, aveva proposto che tutte le scuole elementari e medie avrebbero dovuto includere nei loro programmi, nozioni sugli stupefacenti.
Agli operatori del pubblico e del privato sociale spetta il compito più difficile. Questi soggetti sono formati prevalentemente per contrastare l’eroina, ma spesso con
competenze che non sono adeguate ai nuovi consumi e alle nuove utenze.
Nuove utenze perché il nuovo consumatore non è identificabile con un singolo ceto sociale, ma si distribuiscono praticamente in tutte le classi di età e in tutte le classi sociali.
Ulteriore figura strategica, è il medico di medicina generale che è chiamato ad intervenire sia in fase di prevenzione che in fase di intervento.
Serve anche per loro un’adeguata formazione sulle nuove tendenze in modo da poter individuare precocemente le situazioni di disagio e indirizzare il soggetto verso
strutture ad hoc.
Per ciò che riguarda le azioni sui gruppi vulnerabili e a rischio, servirebbe identificare interventi ad hoc su gruppi etnici e su genitori e figli di tossicodipendenti.

Andrea Zirilli

 

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