lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Lo sfaldamento dell’Europa
Pubblicato il 05-10-2017


Gentile Direttore Mauro Del Bue,
Si assiste con non poca apprensione allo sfaldamento in Europa delle Unità Nazionali per l’insorgere in modo anacronistico delle etnie regionali in alcuni importanti Stati democratici,ricchi di storia e di grande coltura,benché questi Stati sono dotati di moderne Costituzioni e sono retti da governi legittimi approvati dal Parlamento Nazionale.
La spinta rivoluzionaria delle etnie regionali non è ispirata da nobili sentimenti “risorgimentali” di riscatto da oppressioni politiche e economiche del Governo Centrale,bensì da semplici ed egoistiche ragioni economiche. Le etnie delle regioni più industrializzate,con le migliori infrastrutture e quindi con una economia e una maggiore ricchezza rispetto alle altre regioni più arretrate economicamente,aspirano sempre alla totale indipendenza e politica ed economica dalla ” Madre Patria”.

In considerazione dei recenti fenomeni politici locali,sarà quanto mai difficile gestire in futuro la Politica Europea qualora dovessero prevalere nel tempo i movimenti di indipendenza delle numerose etnie (circa un centinaio) esistenti nel nostro Continente.Ritengo che le maggiori concause che hanno favorito il verificarsi dei suddetti fenomeni sono dovuti a più fattori:

a) la mancata approvazione di una moderna Costituzione Europea nella quale si sarebbe potuta regolamentare e disciplinare in una forma equa le aspirazioni delle minoranze locali salvaguardando nel contempo l’Unità Nazionale dei Paesi interessati;

b) le politiche delle autonomie locali con tendenze estreme di indipendenza è stata e sarà sempre oggetto di particolare attenzione da parte della Politica speculativa dei populisti ,di qualunque colore politico, che non perde mai l’occasione per alimentare il dissenso popolare con ogni mezzo,ricorrendo spesso ad informazioni infondate e pretestuose al fine di ottenere un maggiore consenso elettorale dalle stesse etnie.

C’è il rischio che tale fenomeno politico qualunquista si ripercuoterà in altre regioni della Spagna e si risveglieranno le aspirazioni di indipendenza e dei Paesi Baschi e della Galizia.
La grave instabilità politica che sta attraversando il Continente Europeo che, anziché unirsi, si divide in più staterelli (come nel Medio Evo), si corre il rischio di bloccare le politiche economiche e di sviluppo comunitario e in conseguenza l’Europa continuerà a non avere né una Politica Estera comune né tanto meno potrà dotarsi di una valida Costituzione condivisa da tutti gli stati.L’indebolimento politico dell’Europa potrà favorire nel tempo le azioni terroristiche dell’estremismo islamico.

Al verificarsi dei fenomeni politici delle etnie che chiedono,con dimostrazione di piazza,l’indipendenza politica ed economica della propria regioni,con tempismo sconcertante altre etnie dei Paesi europei,compreso il nostro,si risvegliano e rivendicano le loro presunte giuste aspirazioni,chiedendo magari nuove elezioni per riformare le leggi esistenti per richiedere più autonomia fiscale,diminuzione delle tasse e dell’IVA,nonché maggiori investimenti in opere pubbliche da parte del Governo Centrale. E’ chiaro che se venissero concesse le suddette agevolazioni fiscali per le regioni del Nord-Est del nostro Paese,le Casse delle Stato subiranno minore Entrate e in qualche modo tali minore entrate dovranno essere compensate o tagliando le spese pubbliche,quindi in pratica meno servizi sociali, o gravando di nuove tasse le rimanti regioni dello Stato.
Il continuo affermare da parte dei responsabili politici di alcune forze politiche,con un forte consenso elettorale nelle regioni del Nord,nel senso che le regioni del Sud del nostro Paese vengono sostenute economicamente in massima parte con le risorse e con la ricchezza prodotta con il loro lavoro e con la propria produzione industriale lascia il cittadino dl Sud quanto mai perplesso e sconcertato.

Le suddette gravi affermazioni, fatte più volte nel tempo,dai alcuni politici del Nord sono false e non hanno alcun fondamento storico. Nei successivi anni dell’Unità d’Italia,si è verificato tutto il contrario,certamente le regioni del Sud dell’Italia non hanno mantenuto le regioni del Nord,comunque la grande maggioranza degli elettori e dei politici del Nord Italia sanno benissimo che per lo sviluppo industriale e commerciale delle loro regioni,fin dal 1861 contribuirono in maniera determinante oltre le finanze dello Stato,le finanze e del Banco di Napoli e del banco di Sicilia.

Nel periodo Borbonico del Regno delle Due Sicilie le suddette banche erano depositarie di importanti risorse finanziarie derivate dalla ricchezza prodotta in gran parte e dalla agricoltura e dalle miniere di zolfo,di salgemma,dalle floride linee marittime commerciali che attraversavano e il Mar Mediterraneo nonché gli oceani, dai noli marittimi.
Lo sviluppo economico delle regioni settentrionali certamente era necessario e per agevolare le esportazioni si è reso indispensabile realizzare le piccole e grandi infrastrutture per migliorare le comunicazioni e i trasporti delle persone e delle merci con l’entroterra dell’Europa del Nord,dell’Est e dell’Ovest.nonché nel settentrione del Paese Infatti nel tempo vennero realizzati nella catene delle Alpi e degli Appennini ben oltre 16 trafori e gallerie stradali e ferroviarie,per una lunghezza complessiva di oltre 200 Km. A titolo informativo il costo medio di un Km di galleria si aggira attualmente intorno al miliardo e 400 milioni di euro,ciò dà l’idea delle ingenti risorse finanziare che sono state impiegate per realizzare tali grandi opere certamente col contributo finanziario di tutti i cittadini italiani. E’ bene precisare inoltre che allo sviluppo economico e industriale del Nord Italia contribui in maniera decisiva la manodopera proveniente dal meridione dell’Italia.
E’ da sottolineare ancora una volta, in modo particolare in Sicilia,dall’Unità d’Italia a tutt’oggi non è stata realizzata alcuna importante grande infrastruttura. Nel 1871 enne completata la linea ferroviaria,ad un solo binario,Messina-Catania-Siracusa e nel 1895,sempre ad un solo binario,la Messina -Palermo-Trapani e nel 1899 entrarono in servizio sullo Stretto di Messina le prime due navi di traghetto.Le due principali linee ferroviarie della Sicilia vennero elettrificate nel decennio 1950-1960 e alcuni tratti delle suddette linee sono state portate a due binari.Sono state realizzate inoltre in detta regioni le autostrade che collegano le più importanti città dell’isola.

E’ evidente il forte divario economico che si è creato nel tempo fra il Nord ed il Sud dell’Italia. Da studi recenti si è rilevato che il reddito medio pro-capite di un cittadino del Nord e quasi il doppio del reddito di un cittadino del Sud.

La responsabilità di detta grave situazione economica e della più alta disoccupazione giovanile esistente nel nostro meridione ricade nella politica perseguita dai governi centrali dal dopoguerra in poi che nei decenni successivi non hanno saputo realizzare le infrastrutture idonee a sviluppare i potenziali economici del regioni meridionali.

Cordiali saluti

Antonio Ciuna

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