domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Referendum, se usato male
è un seme pericoloso
Pubblicato il 24-10-2017


Gentile Direttore Mauro Del Bue
Gli eventi politici che si stanno verificando in Europa, nonché nel nostro Paese,dovrebbero far riflettere i grandi responsabili della Politica Nazionale e Regionale, di tutti i partiti nonché dei populisti,perché i popoli europei,compreso il nostro, lentamente ed in un modo irreversibile si stanno avviando anacronisticamente a rinchiudersi nel loro spazio territoriale della propria regione,per usufruire in toto delle loro risorse dovute dalle maggiori capacità produttive e in campo industriale e in campo commerciale, rispetto alle altre Regioni più povere , per beneficiare in futuro delle loro risorse e godere di un maggiore benessere.

L’istituto del Referendum è una importante conquista della democrazia ma è di vitale importanza ricorrervi esclusivamente quando il Referendum stesso riguarda tutto il popolo della Nazione,oppure quando il Referendum stesso tratta argomenti accessibili e comprensibili al popolo stesso o ad una parte di esso del territorio Nazionale,ma i Rferendum non devono mai trattare l’indipendenza politica o le tasse o la loro riduzione,compito questo che deve essere di esclusiva competenza dello Stato Centrale.

E’ quanto mai discutibile indire il Referendum per una parte di un popolo residente in una frazione del territorio nazionale quando il Referendum stesso è impostato in parte e sulla riduzione delle tasse e sulla riduzione dei versamenti finanziari alle Casse dello Stato. Quale cittadino non risponde in modo favorevole a Referendum impostato nei suddetti termini? Il risultato è scontato. Non deve sfuggire però a nessuno che In dette circostanze il Referendum è un seme pericoloso e infestante,può generare e innestare in futuro nel popolo stesso aspirazioni di totale indipendenza dallo Stato Nazionale qualora non raggiungesse nel tempo i vantaggi economici prospettati nel referendum stesso.
Ritengo che i governatori della due regioni della Lombardia e del Veneto hanno calcolato con grande opportunismo politico il ricorrere al referendum impostato nei suddetti termini sicuri di ottenere nel tempo dallo Stato Centrale vantaggi economici e finanziarie a scapito delle altre regioni.

Il dire che la maggiore autonomia amministrativa e finanziaria per alcune regioni del Nord rende una maggiore giustizia sociale e un migliore funzionamento della burocrazia in quelle regioni,potrà essere vero, ma il rischio è quello di creare maggiori e gravi ripercussioni economiche in altre Regioni del nostro Paese e nulla può impedire che in avvenire altre Regioni economicamente più forti ricorrano anche loro a indire uguali Referendum. In parole povere c’è il rischio che il Paese si divida in più parti con poche Regioni ricche e le molte Regioni meridionali ancora più povere.
Non si comprende quindi l’esultanza di esponenti di importanti partiti politici e dei populisti per il successo quanto mai scontato del Referendum.
E’ quanto mai opportuno ricordare che per realizzare nel lungo periodo l’Unità d’Italia e unire alla Madre Patria le regioni e della Lombardia e successivamente quelle del Veneto sono state necessarie ben tre guerre dette di indipendenza e una grande guerra mondiale. In quest’ultima guerra versarono il loro sangue circa 700.000 soldati in gran parte provenienti dal Meridione e dalle maggiori isole dell’Italia. Questi erano di origine contadina e al Fronte di guerra erano sempre impiegati in prima linea mentre i soldati delle regioni settentrionali più acculturati e con maggiori specializzazioni vennero impiegati in maggior misura nelle retrovie nei corpi specializzati dell’Esercito.

Se in futuro dovessero prevalere in Europa i movimenti delle autonomie regionali,nel tempo non tarderanno a formarsi negli stessi territori i movimenti di indipendenza nazionale per separarsi definitivamente dalla “Madre Patria”. Se malauguratamente si dovesse verificare tale fenomeno politico,l’Europa non avrà più un futuro politico e sarà totalmente ingovernabile. E’ chiaro che nel tempo verranno meno e la solidarietà e la cooperazioni fra le innumerevoli piccole nazioni che si verranno a creare nel nostro Continente.

Antonio Ciuna

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