sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Davide Lanfranco:
Non più rottamatore
non ancora costruttore
Pubblicato il 31-10-2017


Nella maldestra operazione “mozione anti-Visco” sta tutta la terribile fase da “mondo di mezzo” che attraversa la dirigenza del PD ed in particolare il segretario Matteo Renzi. Nessuno, onestamente, può sindacare sul diritto del partito di maggioranza e del suo segretario di criticare i grandi dirigenti pubblici o civil servant come usava dirsi un tempo. Il Governatore di Banch’Italia così come il Comandante Generale dei Carabinieri così come il Presidente della Rai non sono infallibili e intoccabili e la loro sostituzione non lede necessariamente l’autonomia delle istituzioni che dirigono. Se un partito di governo, carte alla mano, ritiene che non sia soddisfacente l’operato di un dirigente pubblico, può a buon diritto adoperarsi per la sua sostituzione. Quindi legittimo che Matteo Renzi abbia pensato di farlo. Il problema è come lo ha fatto ed il risultato ottenuto: ovvero arrivando ai ferri col suo Presidente della Repubblica ed il suo Primo Ministro e senza riuscire nell’intento, praticamente il delitto perfetto. Infatti il santo Visco, per evitare figuracce a Mattarella e Gentiloni e per evitare un conflitto con l’unico vero uomo forte italiano cioè Mario Draghi, è rimasto confermato al suo posto; esito inevitabile ed altamente prevedibile. La domanda sorge spontanea: Perché il segretario del PD si è infilato in questo cul de sacc? Per tentare di sottrarre qualche consenso ai 5 Stelle sulla questione Banche e far dimenticare i casi MPS e BANCA ETRURIA dirà qualcuno. Forse, anche se è una speranza palesemente errata ( i campioni del populismo non li batti sul loro terreno) e non fa sperare molto sulle capacità di ascoltare la realtà del Giglio Magico.

La realtà io credo sta più che altro nella modalità di ingaggio politico che caratterizzano Matteo Renzi. Il segretario del PD è nato come Rottamatore e deve a questa caratteristica il suo fulmineo successo. Cosa che non è scandalosa, in quanto ogni passaggio politico importante necessità per i “nuovi” di un fase di distruzione e di contestazione del “vecchio”. Alla fase della distruzione deve però seguire la fase della costruzione, nel momento dell’accesso nella stanza dei bottoni. Renzi sembra dimenticare che di fatto governa da quattro anni questo paese (o direttamente da presidente del consiglio o indirettamente da segretario del partito di maggioranza). Ora non è più credibile come Rottamatore ma può solo comportarsi da Costruttore. Al momento episodi come quello della “mozione anti-Visco” fanno temere che non lo abbia ancora ben compreso.

Davide Lanfranco

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