mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Coerenza tra le prediche e le azioni
Pubblicato il 02-10-2017


I risultati delle elezioni in Germania, stanno facendo sbizzarrire commentatori e dirigenti di partiti. Si sta ripetendo un rito simile a quelli del dopo elezioni americane, inglesi e francesi: spiegare perché le loro previsioni si erano dimostrate sbagliate. I risultati di quelle elezioni non sono serviti a prevedere il risultato tedesco, eppure era chiara una comune caratteristica: gli elettori non avevano premiato chi rappresentava, direttamente o indirettamente, il Governo uscente. Per cercare di capire, ho letto e ascoltato dichiarazioni e interpretazioni.

Per me, ogni elezione politica è una lezione di sociologia. Penso che il voto degli elettori dipenda dagli indicatori socio-economici e dagli effetti prodotti da fatti emergenti. A tal uopo, riporto alcuni dati: 1) Reddito pro capite 2016: Germania 38.100, EU 29.000; 2) Disoccupazione: Germania 4,1%, EU 8,5%; 3) Disoccupazione giovanile: Germania 7%, EU 18,7%; 4) Andamento dell’economia: Germania 1,7%, EU 1,8%; Bilancia dei pagamenti: Germania +288,4 miliardi di dollari, Italia – 4,8 miliardi di dollari. La leadership di Berlino, anche se è meno solida, non è scomparsa. Ci sono altre condizioni che fanno diventare la Germania più attraente per i giovani laureati dell’Europa del Sud. Eppure, i partiti, che sono stati al Governo, dal 2013 al 2017, hanno subito una sonora perdita ( CSU – 8,7% e SPD – 4,9%). I partiti ,che stavano all’opposizione, Verdi, AfD, Linke, hanno fatto un gran balzo in avanti. Trovo interessante, per capire, considerare anche la classifica di RobecoSam, in materia di sostenibilità, formulata con criteri Esg (ambiente, società e amministrazione), che prende in considerazione il rischio di cambiamento climatico, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua e gli sprechi, il rispetto dei diritti umani,le politiche di genere, la tutela della salute, la solidità e l’efficienza delle istituzioni, la lotta alla corruzione, l’esposizione allo stress e il contrabbando di armi. In questa classifica, la Germania e l’Italia occupano rispettivamente il 13° e il 31° posto, in una lista di 40 Stati. Come mai, la maggioranza CSU-CDU e SPD, con indicatori positivi, sono stati penalizzati dagli elettori? Se la Germania avesse avuto indicatori come quelli italiani, che fine avrebbero fatto i partiti di governo?

Diversi commentatori hanno sostenuto che due argomenti hanno influenzato pesantemente gli elettori tedeschi: la preoccupazione per un’ invasione di migranti e la scarsa redditività dei risparmi delle famiglie, a vantaggio delle banche e delle finanziarie. Consiglierei alle forze politiche italiane di non sottovalutare i due argomenti. Non mi convince chi attribuisce l’insuccesso della coalizione alla perdita della capacità attrattiva della Socialdemocrazia e del Popolarismo. Ritengo, invece, che i valori, su cui sono fondati, siano eterni. Gli errori li commettono le classi dirigenti, che un poco alla volta si allontanano dalla “retta via”, pensando che il popolo giustifichi tutto, in omaggio ai valori professati, anche se non praticati.

Esperti sostengono che i popoli, specie quelli occidentali e cattolici sono diventati più esigenti e vogliono coerenza tra il dire e il fare. Il vecchio detto “ fate quello che dico io, non fate quello che faccio io” non viene più ascoltato. Ogni giorno, sentiamo elogiare uomini , che hanno agito in coerenza con quello che predicavano. Non faccio nomi, per non apparire di parte. Se facciamo una ricerca, in ognuno dei Paesi citati, troviamo leader che hanno tradito gli ideali, facendo perdere credibilità ai loro partiti. Ritengo auto assolutorio qualificare il dissenso e l’abbandono elettorale con il termine POPULISMO.

Questo comportamento fa pensare che vogliono continuare a comportarsi, pensando al proprio tornaconto personale e familiare (compreso indennità e vitalizi) e fregandosene di ciò che pensa il popolo. Per quanto ci riguarda, spero che si capisca la disperazione delle famiglie meridionali, che vivono aspettando il treno che porterà i propri figli lontano.

Tra venti anni, nelle nostre contrade ci saranno solo anziani , alcuni con le badanti e gli altri all’ospizio. E’ pessimismo? Me lo auguro. Permettetemi di ricordare alcuni versi “Da ragazzo/ fui figlio di emigranti./ Da anziano, /sono padre di emigrante. / Come posso amare/ questa terra ingrata?” Ci sono altri dati, che mi confermano l’attualità dei valori riformisti: il successo di Corbyn, il risultato del socialista americano Sanders e le condizioni economiche dei Paesi del Nord Europa (ad es. Norvegia, Svezia, Danimarca) , che stanno ai primi posti nella classifica della sostenibilità e che dimostrano coerenza tra il riformismo dichiarato e il modo di governare. C’è un comandamento, che dovrebbe essere sempre da rispettato: “ coerenza tra il predicare e l’agire”. Prima di predicare, però, acquisire conoscenza.

Luigi Mainolfi

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