mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Dalla politica alla difesa del fortino
Pubblicato il 30-10-2017


Ogni giorno che passa, si rafforza in me il giudizio negativo su quello, che, presuntuosamente, viene chiamato politica. Dal confronto di idee, caratteristico in quasi tutto il novecento, si è passato alla difesa del fortino, nel quale tutti i gruppi politici si sentono assediati. Ho cercato di capire le cause di questa trasformazione. Ne ho elencate molte e di varia natura. Di seguito, cerco di evidenziarne alcune. Padre Pio se non avesse avuto persone, che parlavano dei suoi miracoli e delle sue opere, non sarebbe diventato, prima, Beato e, poi, Santo e non avrebbe contribuito a non fare essiccare il sentimento religioso, in moltissime persone. La storia ci dà esempi di manifestazioni d bontà, di arte, di intelletto, di coraggio, di amore per il proprio paese, di coerenza con i valori dichiarati. Esempi, che, grazie a quelli che li hanno raccontati, hanno influenzato mentalità e, quindi, comportamenti. Non ricordo esempi di ricerche per amplificare i meriti di persone umili, protagoniste di episodi nobili e illuminanti. Durante la mia attività politica, ho avuto la fortuna di conoscere persone di alto livello morale, culturale e umano: avvocati, che difendevano gratis persone indigenti; medici di una disponibilità quasi sovrumana e non per soldi, maestri maestre, che trattavano gli alunni come figli; imprenditori, che consideravano i loro dipendenti come persone di famiglia; lavoratori, che difendevano i loro compagni ,senza pretendere di fare i sindacalisti. L’elenco sarebbe troppo lungo. Penso, però, che ognuno può cercare nella sua storia e fare il suo elenco. Le persone, comprese in questi immaginabili elenchi, svolgevano anche una funzione pedagogica ed erano sacerdoti di un vangelo laico, come il libro Cuore di De Amicis e le Operette morali di Leopardi. Sono convinto, che il messaggio della sinistra seria trovò, nel comportamento di simili persone, alleati nell’opera di proselitismo. Dimostravano, inconsapevolmente, la concretizzazione dei nobili messaggi dei nascenti partiti popolari. Veniamo ai tempi recenti. Verso la fine degli anni ’80, le nascenti grandi trasformazioni geo-economiche provocarono, in Italia, anche la trasformazione della lotta politica, influenzata anche dall’eclissi progressista e dall’ incapacità di diagnosi precoci delle crisi e delle sfide nascenti.

Il Partito comunista, forse resosi conto che la sua visione politica aveva perso un grande sostegno ( di cui il crollo del muro di Berlino può essere considerato emblematico), passò dall’Eurocomunismo al Governo degli onesti. Questa proposta poteva avere successo solo dimostrando che gli altri erano disonesti e, così, iniziò il populismo all’italiana, il giustizialismo e la caccia alll’avversario, diventato nemico. Scomparivano le storie gloriose dei partiti e restavano le persone trasformate in mostri. Da allora, questo modo di fare politica ha trovato sempre nuovi adepti. Mentre, prima, agli elettori si proponevano esempi nobili (ognuno può scrivere i nomi dei suoi eroi), adesso in pasto agli elettori sono cadute cascate di esempi negativi. Il risultato è stato che quasi tutti considerano i politici ladri e la politica una cosa schifosa. Perché scandalizzarsi, se il popolo ha preso per oro colato ciò che l’informazione ha ammannito? Quando mai, l’informazione ha fatto assurgere a persone da imitare quelle, che si erano battute per il bene comune, in una logica di serietà e conoscenza? Negli ultimi anni, le cose sono peggiorate. Quasi tutti i partiti non parlano più di modelli di società, dai quali, nel passato traevano ispirazione per le proposte politiche da fare. Buttati all’ombra dei cipressi i modelli di società, sono stati sostituiti dagli ordini delle lobby e dalla visione massonica deformata. Tocchiamo con mano le conseguenze. La Costituzione non deve essere garanzia di democrazia e della sovranità popolare, ma deve servire a garantire il potere alla coalizione di maggioranza. Il sistema elettorale non deve servire a trasferire nelle aule del parlamento le divisioni politiche presenti nella società, ma deve servire a premiare i servi ed i lecchini, sagrestani dei capi. Intanto, le diseguaglianze e le povertà aumentano. Metà del territorio nazionale sta subendo una riduzione spaventosa della popolazione. Intanto, il popolo dà l’impressione di aver esaurita la capacità di sopportazione e, non trovando forze politiche attraenti, vota “contro, non per”. I referendum, che hanno interessato la Lombardia e il Veneto, sono un’altra dimostrazione dello scivolamento della politica italiana verso il qualunquismo e verso la stupidità nazionale. Il mondo è diventato globalizzato e gli italiani stanno diventando “condominiali”. La cosa che mi ha colpito è stata l’assenza di un’opposizione alla mentalità rionale dei veneti e dell’entroterra milanese. I politici meridionali stanno dimostrando la loro nullità culturale. Se fossero attrezzati, dimostrerebbero che il Nord cresce grazie al SUD. I settori bancario, finanziari e assicurativo del Nord hanno il Sud come comodo cliente ( premi assicurativi, fondi pensione, mercato borsistico, ecc.). Tanti anni fa, scrissi un articolo dal titolo “ Reggimenti di milioni vanno verso il Nord” e proposi alla Regione Campania la creazione di società a partecipazione pubblica nei settori, che erano diventati canali di trasferimento di risorse meridionali verso il Nord. Sono passati molti anni, ma la politica meridionale, invece di spostare le lancette in avanti, continua a tenerle ferme. Intanto, procede la desertificazione demografica. Spero che i giovani trasformino l’attrazione verso i Paesi esteri in volontà rivoluzionaria per neutralizzare la mediocrità dei rappresentanti del popolo meridionale.

Luigi Mainolfi

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