venerdì, 21 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scusa Matteo, ma la coalizione qual è?
Pubblicato il 20-10-2017


Tutto é chiaro, tranne che per la sinistra o, se preferite, il centro-sinistra. Berlusconi, da gran cerimoniere delle alleanze, ha ormai in tasca la formazione elettorale del centro-destra, se il Rosatellum, come é assai probabile, passerà al Senato. Verranno schierati tre partiti sopra lo sbarramento (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) più due sotto, la lista animalista della Brambilla e la lista liberale di Parisi, alla quale pare abbia aderito anche il mio amico Giovanni Negri. Queste componenti si uniranno nel maggioritario e premieranno con qualche candidatura sicura le due liste che sul proporzionale non supereranno il tre per cento, trasferendo però i voti alle liste collegate. Dall’altra parte il Movimento Cinque stelle correrà, come naturale, da solo sia sul proporzionale sia sul maggioritario.

Appare invece tuttora misterioso il panorama nel territorio che tuttora esprime una sia pur timida maggioranza di governo. Nella sinistra più decisa, non uso l’aggettivo radicale che a uno come Bersani certo non si addice, ci sono sostanzialmente due partiti che tutt’ora tardano a unificarsi, anche perché l’uno da sempre all’opposizione e l’altro in maggioranza: Sinistra italiana e Mdp. Faranno un’unica lista, attenderanno non si sa fino a quando l’indeciso Pisapia, accetteranno talune sirene che si levano dal fronte Pd per qualche alleanza sul maggioritario? Dubito che l’alleanza col Pd renziano possa essere accettata da D’Alema, sono certo che verrebbe sdegnosamente rifiutata da Fratoianni.
Il Pd parla di coalizione, ma con chi? Pisapia oggi, forse domani no, esclude, anche a seguito della mozione sulla Banca d’Italia, un’alleanza col Pd e minaccia di ritirarsi. Terrà duro?

La Bonino smentisce, nonostante le pressioni dei suoi, di presentare una lista attraverso la convention del 28-29 ottobre alla quale parteciperemo anche noi, non solo come ospiti. Negli stessi giorni il Partito radicale transnazionale di Turco, Bernardini, Zamparutti e D’Elia convoca un’altra iniziativa proprio in contemporanea per rimarcare la spaccatura tra i due mondi della galassia radicale. Sul fronte centrista Alfano e la sua Alternativa popolare, più verdiniani e forse Udc, paiono pronti a presentare la loro lista, che tutti i sondaggi per ora pronosticano sotto la soglia di sbarramento. Il Pd, tuttavia, non può pensare di costruire una coalizione solo con Alfano per motivi numerici e politici. Intanto tutti guardano più che al treno di Renzi alla Sicilia, dove i sondaggi segnalano non solo una probabile vittoria del centro-destra, ma una grave sconfitta del Pd. Si tratta di capire quali saranno le conseguenze politiche di un eventuale sconfitta o addirittura di un possibile tracollo. Cosa rimetterà in movimento nel centro-sinistra e nella sinistra lo sapremo dopo i morti, voglio dire la loro festa…

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Piano piano, prima o poi anche lei caro direttore dovrà farsene una ragione. Con Renzi si va dritti dritti a sbattere e di.brutto contro.un muro! Il proprietario del Pd., non farà coalizioni ma solo annessioni! Il suo obiettivo non è vincere da solo ( cosa impossibile!) Ma creare le condizioni per fare un’alleanza post elettorale con Berlusconi. Fatta la legge elettorale ad ok per questa possibilità, sterilizzati il M5s, eliminate le varie sinistre, la strada è spianata. E noi? Poveri noi! Purtroppo temo che saremo “costretti” ad una condizione di sudditanza. 3/4 deputati infilati in collegi sicuri e zitti, altrimenti fuori dalle balle! I radicali? Altri randagi… non contano più nulla e si dividono e scindono come e più dell’atomo! E se mai dovessero trovare utile un nostro convolgimento in qualche improvvisato contenitore, ci venderanno per trenta denari ( come già fecero con Veltroni..).

  2. Caro direttore
    Renzi ci ha comprato con un piatto di lenticchie. Ancora non riusciamo a capire che avere incarichi istituzionali e di governo e pochissimi consensi non è la strategia per crescere e contare. Se tutti i partiti socialisti europei sono in grave sofferenza ci sarà una ragione che è quella di tornare a parlare di lavoro, di giustizia e di uguaglianza e non quella di difendere il neoliberismo che sta depredando l’ Europa con l’ aiuto dei socialisti.

  3. Mi augurerei di no, ma credo che il centro destra avrà succeso, forte anche dei risultati in Lombardia e Veneto. Renzi non ne indovina una, per così dire, è in ritardo anche su se stesso.
    Avere qualche deputato non è da buttar via, ma il prezzo potrebbe essere un’ulteriore diminuzione della credibilità socialista, agli occhi di tante persone che non vedono attività concreta sul terriotorio, eppure da molti richiesta senza risposte, nè una forza ideale che compensi lo scarso numero di iscritti o lo scarso peso politico.
    Si era detto di avere coraggio a provare un grande cambiamento, ma non se ne vede l’ombra..

    Molti nemmeno condividiono la troppa rigida posizione dei socialisti spagnoli a proposito della Catalogna a cui qualcosa andrebbe riconosciuto… se non altro il punto di vista di qualche milione di persone..

Lascia un commento