mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Bolzaneto e Asti. Strasburgo condanna ancora l’Italia
Pubblicato il 26-10-2017


bolzaneto1“I ricorrenti, trattati come oggetti per mano del potere pubblico, hanno vissuto durante tutta la durata della loro detenzione in un luogo ‘di non diritto’ dove le garanzie più elementari erano state sospese”. Così i giudici di Strasburgo definiscono, nella sentenza di condanna dell’Italia, la situazione vissuta da 48 persone a Bolzaneto. I togati evidenziano inoltre che “l’insieme dei fatti emersi dimostra che i membri della polizia presenti, gli agenti semplici, e per estensione, la catena di comando, hanno gravemente contravvenuto al loro dovere deontologico primario di proteggere le persone poste sotto la loro sorveglianza”.
La Corte europea dei diritti umani che ha condannato già l‘Italia per Diaz ora torna sul G8 di Genova per le azioni dei membri delle forze dell’ordine, e soprattutto perché lo Stato non ha condotto un’indagine efficace.
Nella sentenza è stato messo in risalto il fatto che “nessuno ha passato un solo giorno in carcere per quanto inflitto ai ricorrenti”. E la Corte osserva che questo è stato causato principalmente da due elementi: il primo l’impossibilità di identificare gli agenti coinvolti, sia perché a Bolzaneto non portavano segni distintivi sulle uniformi, che per la mancanza di cooperazione della polizia con la magistratura. Il secondo fattore invece “sono le lacune strutturali dell’ordine giuridico italiano” al tempo dei fatti. Nella sentenza la Corte afferma di “aver preso nota della nuova legge sulla tortura entrata in vigore il 18 luglio di questo anno, ma che le nuove disposizioni non possono essere applicate a questo caso”.
Tuttavia la condanna europea non dimentica che la tortura nelle carceri non si è fermata al G8: nella stessa sentenza l’Italia è stata condannata anche perché alcuni agenti di polizia penitenziaria di Asti nel 2004 hanno torturato due detenuti, Andrea Cirino e Claudio Renne. La Corte ha inoltre stabilito che lo Stato dovrà versare 80 mila euro per danni morali ad Andrea Cirino e alla figlia di Claudio Renne. Quest’ultimo ha subito torture da Paese incivile ed è morto all’inizio di quest’anno. Le cinque guardie carcerarie che nel 2004 avevano torturato i due detenuti, erano state tutte assolte dal tribunale di Asti. L’indagine era partita quando un ex agente, arrestato per spaccio di droga, aveva raccontato tutto alla polizia.

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