domenica, 22 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Tempo di Finals, a Basilea vittoria a metà per Federer e Del Potro
Pubblicato il 31-10-2017


tennis del porto federer

Le Next Gen Atp Finals stanno per avere luogo, nella loro prima edizione (dal 7 all’11 novembre prossimi). Intanto le donne hanno giocato le loro Finals a Singapore e si attendono anche le Finals maschili di Londra. Tempo di Finals, dunque, ma chi sono i vincitori? La sorpresa é che ci sono dei vincitori a metà.
Stiamo parlando di Roger Federer e Juan Martin Del Potro. I due campioni si sono scontrati, per la quinta volta quest’anno, all’Atp di Basilea. Una finale strepitosa vinta (in casa e per la terza volta su 5) dallo svizzero. Entrambi, oltre a vero talento, hanno messo in campo tanto nervosismo; prova evidente di quanto tenessero a questo trofeo. Non solo per il titolo di prestigio di un torneo importante, quanto per le altre conseguenze positive che avrebbe potuto contribuire a portare loro. Federer sarebbe potuto diventare il nuovo numero uno, a poco più di mille punti (1460) di distacco da Nadal. Del Potro inseguiva la qualificazione sicura alle Atp Finals di Londra. Invece entrambe le occasioni sono sfumate per tutti e due. Per il tennista elvetico e per l’argentino il torneo di Basilea si è concluso in un nulla di fatto per gli obiettivi mancati. Roger, dopo aver incassato l’ottava vittoria qui in casa, ha annunciato infatti che non giocherà il Master 1000 di Parigi Bercy e – pertanto – é matematicamente impossibile che supererà Rafa e diventerà il numero leader della classifica mondiale. Se Federer sciupa così l’occasione della posizione numero uno, per l’argentino vengono messe in discussione le Finals: avrà bisogno di raggiungere almeno la semifinale a Parigi per avere accesso diretto a Londra.
Ma il risultato conclusivo al termine della finale di Basilea é stato spettacolo assoluto. Si sono scontrati i due tennisti più forti, che hanno dato il massimo. Fuori Nadal per l’infortunio al ginocchio che lo ha costretto al ritiro, dopo il suo forfait la corsa era solo la loro. E il pubblico non poteva chiedere di meglio da una partita finita in rimonta al terzo set. Vinta per giunta dall’idolo di casa. Si parte in equilibrio, ma Juan Martin sembra più fresco e in forma, spinge di più e mette in difficoltà Roger, che ne esce solo con colpi da manuale a rete. Il servizio di Del Potro, però, funziona e strappargli la battuta é difficilissimo. Lo svizzero – viceversa – non riesce a servire come vorrebbe forse e si finisce al tie-break, giocato benissimo dall’argentino, che spinge sull’acceleratore e toglie il tempo allo svizzero e lo sorprende anticipando sempre le sue mosse.
Federer non fa in tempo a reagire e già é sotto di un set. Del Potro prosegue in vantaggio, facendo break a Roger che, però, lo recupererà portandosi sul 2-2. Da quel momento sarà lui a dominare con più aggressività. Fino al 4-4 a suo favore, quando trova il break decisivo per salire 5-4 e, a quel punto, non manca l’occasione di chiudere il set 6/4. Ancora più facile il terzo, che conquista per 6/3 strappando il servizio all’avversario sul 5-3. Federer deve tirare fuori dal cilindro i suoi colpi migliori da maestro (soprattutto a rete, a cui si inchina e che stupiscono anche Del Potro) per uscirne vincitore. Tanto che, man mano, anche le percentuali al servizio di Juan Martin (inizialmente molto ispirato) vanno scemando. 6/7 (chiuso agevolmente per 7 punti a 3, con un Federer sotto tono e sotto i suoi standard tradizionali) 6/4 6/3 il punteggio finale. É stata comunque una sorta di finale da record: oltre due ore e mezza di gioco, il 24esimo confronto tra i due, per Federer la 15esima finale giocata qui e di cui ne ha vinte 8; due le ha perse proprio da Del Potro, nel 2012 e 2013, un avversario che si dimostrava tanto più temibile in quanto reduce dalla convincente vittoria a Stoccolma (in Svezia), per 6/3 6/4 sul bulgaro Grigor Dimitrov. Per lui è il settimo titolo stagionale di quest’anno positivo, che concluderà giocando alle Atp Finals di Londra. Con 95 trofei all’attivo supera anche persino Ivan Lendl: solo Jimmy Connors ne ha vinti di piccole (fermandosi a quota 109).
Ma anche nel femminile è tempo di Finals con il Master di Singapore. A scontrarsi sono Caroline Wozniacki e Venus Williams. Se nel circuito Wta si sono alternate ben cinque numero 1, ora è stata trovata una nuova numero 3: é la danese. Alla Wozniacki bastano un’ora e mezza di gioco e un doppio 6/4 per venire a capo di un match che si stava complicando. Gioca molto bene il primo set, in pressione con ottimi colpi sull’americana. Continua benissimo il secondo in cui dilaga fino al 5-0; poi Venus ha una reazione, un sussulto e un moto d’orgoglio e, pian piano, rimonta sino al 5-4. Ma, a questo punto, Caroline non sbaglia più e chiude 6/4: ritrova la concentrazione e lo schema tattico vincente e porta a casa il match con un rovescio strepitoso sul secondo match point, che è quello giusto (il primo Venus lo annulla con un’ottima prima di servizio). La 27enne di Odense centra il 28esimo titolo in carriera e si porta al n. 3 del mondo (a pochi punti da Muguruza e Halep). Il master di fine hanno di Singapore ha visto, poi, l’addio al tennis di Martina Hingis (che ha perso in semifinale con la Chang, in coppia con la quale ha vinto quest’anno nove titoli): ex n. 1, é stata una delle più forti doppiste di sempre.
Una menzione merita anche la vittoria nell’Atp di Vienna di Lucas Pouille, in una finale facile quanto quella della Wozniacki, nel derby francese contro Tsonga. Il n. 25 Atp batte per 6/1 6/4 il n. 15.

Ba.Co.

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