domenica, 22 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Trento. Riunito il comitato provinciale del psi
Pubblicato il 04-10-2017


”Gli ultimi avvenimenti in Catalogna ci riguardano direttamente, benché il contesto trentino e italiano sia molto diverso. Si parla comunque di autonomia, federalismo, desiderio di maggiori competenze regionali, rapporti (delicatissimi!) tra Stato centrale e territori. Inutile sarebbe adesso schierarsi con gli uni e gli altri contendenti della complessa e inquietante vicenda catalana. Un punto è chiaro e condiviso da tutti gli osservatori: l’assenza o l’inadeguatezza di ogni proposta politica e di ogni capacità di mediazione. Manca la politica dunque.

Ciò diventa monito per chiunque creda che i conflitti istituzionali (ma pure il governo di uno Stato o di una Regione) si possano risolvere richiamandosi al “popolo” magari senza mediazioni. Per difendere la democrazia, per non far rivivere i fantasmi del passato, occorre ridare vigore alla rappresentanza politica, ai partiti, alle istituzioni parlamentari vincendo quella deriva populista che può essere l’anticamera di svolte davvero autoritarie.

I socialisti hanno sempre cercato di mantenere questa dignità della politica. Per questo si impegnano, nonostante difficoltà di ogni genere. Anche in Trentino la situazione va esplorata senza riserve e valutata attentamente. Per questo il PSI di Trento ha organizzato un momento di incontro e di dibattito con tre esponenti della rappresentanza parlamentare trentina, il senatore Franco Panizza, il senatore Giorgio Tonini e l’onorevole Lorenzo Dellai. Discuteranno insieme con il direttore dell’ “Avanti!” onorevole Mauro Del Bue.

L’incontro si terrà sabato 14 ottobre alle ore 10.00 presso l’Hotel America in via Torre Verde, 50, Trento. Sarà l’occasione per rinsaldare i rapporti dentro la coalizione di governo del Trentino cercando di andare oltre le schermaglie e i posizionamenti in vista delle elezioni politiche e nazionali del 2018. Si tratta di riprendere le radici autonomiste, popolari e riformiste che hanno consentito al Trentino di essere “speciale”. Oggi rischiamo di smarrire queste tradizioni politiche. È necessario allora serrare i ranghi e indicare un percorso chiaro e condiviso che ci porti uniti a queste scadenze elettorali. Solo così si potrà parlare ai cittadini, soprattutto alle giovani generazioni, con autorevolezza adeguata ai tempi ed ai mutamenti nella società, che è nostro compito interpretare e comprendere”.

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