mercoledì, 18 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

“Un piano per portare Battisti in Italia”
Pubblicato il 06-10-2017


BATTISTISarebbe pronto un piano per riportare già nei prossimi giorni in Italia, Cesare Battisti, ex membro dei Proletari armati per il comunismo, da anni latitante in Brasile. È quanto sostiene il sito del quotidiano “O Globo”. L’idea sarebbe quella di imbarcare il terrorista su un aereo della polizia federale direttamente da Corumbà – la città del Mato Grosso dove si trova in arresto da due giorni per sospetta evasione fiscale e riciclaggio di denaro – con destinazione Roma.

L’esecutivo del presidente Michel Temer starebbe tentando di risolvere le varie questioni legali per restituire definitivamente Battisti all’Italia definitivamente. Tra gli ostacoli da superare ci sarebbe però l’assenza di una dichiarazione formale da parte del nostro governo di impegnarsi a rispettare le regole sulla detenzione penale (detracao penal in portoghese). In base ai trattati di estradizione, le autorità di Roma devono cioè vincolarsi ad assicurare all’imputato lo stesso regime di detenzione previsto dalle leggi brasiliane.

Secondo O Globo, l’Italia dovrebbe impegnarsi ad applicare la pena massima prevista in Brasile per i delitti commessi da Battisti (condannato all’ergastolo nel nostro Paese) e cioè al massimo 30 anni di carcere.

A chiedere che Battisti sconti la sua pena in Italia è il segretario del Psi Riccardo Nencini per il quale “Cesare Battisti non è un eroe perseguitato, ma un assassino che ha ucciso delle persone. Deve tornare in Italia per scontare la sua pena in nome della giustizia giusta, del rispetto e dell’onore delle vittime del terrorismo”. “Ora è auspicabile che sia possibile interagire rapidamente con le autorità brasiliane che, con l’arresto di Battisti, hanno la possibilità, concedendo l’estradizione, di rimuovere l’atto di arbitrio compiuto dall’ex presidente Lula – ha ricordato il segretario del PSI – quando concesse ad un criminale, condannato dalla Magistratura giudicante di uno Stato libero e democratico, lo status di rifugiato politico. Battisti – ha concluso Nencini – deve essere estradato e scontare nelle carceri italiane la pena che gli è stata comminata”.

Pietro Forno, che da giudice istruttore a Milano si occupò dei processi per gli omicidi commessi dai Proletari armati per il comunismo, descrive Cesare Battisti come “un professionista della fuga, è una persona che ha un a laurea honoris causa in fuga”. “È un delinquente comune che si e’ radicalizzato, per usare un termine di moda, in carcere. la radicalizzazione non riguarda soltanto il terrorismo islamico”, spiega Forno.

Giovedì il giudice federale Odilon de Oliveira ha confermato l’arresto per l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo, stabilendo che le circostanze suggeriscono che Battisti stesse provando a fuggire in Bolivia “temendo di essere effettivamente” riportato in Italia con l’estradizione.

Tuttavia, sempre secondo O Globo, l’attuazione del piano del governo per l’estradizione dipende dalla conferma o meno dell’arresto da parte della Corte suprema federale (Stf), alla quale ha presentato ricorso in appello la difesa di Battisti. Se la Stf emettesse un’ingiunzione, Battisti non potrebbe essere imbarcato su un aereo della polizia brasiliana diretto in Italia.

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