venerdì, 27 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Via libera del Governo alla manovra di 20 miliardi
Pubblicato il 16-10-2017


Council of Ministers meeting: Padoan - Gentiloni

Come già anticipato, da oggi il DEF dovrebbe essere pronto per la discussione in Parlamento. Oggi, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge di Bilancio. In realtà, ci sarebbe il via libera a due testi. Il primo è il Documento programmatico di bilancio, che si compone di una serie di tabelle e riassume gli obiettivi della successiva legge di bilancio. L’altro testo è il disegno di legge di Bilancio vero e proprio. Il testo dovrà essere presentato alle Camere entro il 20 ottobre prossimo con i contenuti salienti ivi riportati.

La manovra per il 2018, probabilmente, raggiungerà i 20 miliardi comprensiva del decreto fiscale  che il governo ha già varato. La legge di bilancio è stata definita da Pier Carlo Padoan: “efficace e compatta”. Il provvedimento si incardina su poche misure, anche perché gran parte delle risorse saranno assorbite dall’eliminazione della clausola di salvaguardia sull’Iva. Il conto è sceso dopo il miliardo già disinnescato nel decreto di venerdì, ma si tratta comunque di altri 14,7 miliardi tutti da trovare.

Per le assunzioni di giovani è prevista una decontribuzione fino al 50% per tre anni. Nel 2018 la soglia delle assunzioni incentivate sarà valida fino al compimento dei 35 anni. Lo ha detto il ministro del lavoro Giuliano Poletti ai sindacati durante la riunione. Lo sgravio è aumentato al 100% per i giovani assunti al Sud.

Nella manovra andata in Cdm c’è anche la cosiddetta asta delle frequenze per il 5G, perché, come ha dichiarato il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, in occasione della presentazione della sperimentazione del 5G di Open fiber e Wind Tre: “Vogliamo dare elementi di certezza al Paese e agli operatori.  Per l’asta della frequenze 5G che andrà in manovra, la base d’asta è di 2,5 miliardi”. Va però ricordato che alcune delle frequenze (la banda 700) saranno disponibili dal 2022, quindi il pagamento potrà avvenire probabilmente per tranche nel corso degli anni e non in un’unica soluzione. La decisione su questo argomento spetta al Mef.

Anche se per il testo della legge è previsto la presentazione in Parlamento entro il 20 ottobre, l’Esecutivo ha scelto di anticipare l’approvazione del Ddl in contemporanea con il passaggio in CdM anche del Draft Budgetary Plan, da inviare a Bruxelles entro oggi. Probabilmente, come accaduto con il dl fiscale, il ddl di bilancio sarà approvato ‘salvo intese’, in modo da poter avere qualche giorno in più per la scrittura dell’articolato vero e proprio. Non a caso, il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, di ritorno dal Fmi, si sono incontrati anche con il sottosegretario Maria Elena Boschi per fare il punto.

Per gli sgravi ai giovani, gli stanziamenti ammontano a 338 milioni nel 2018 per poi salire esponenzialmente. Lo sgravio dovrebbe configurarsi nel taglio del 50% dei contributi per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, anche se si sta tentando di allargare anche agli autonomi. La fascia di età, almeno per il primo anno sarebbe fino a 35 anni. Lo sgravio arriverebbe al 100% per il Sud, confermando l’attuale normativa.

Per la coesione sociale e il finanziamento del nuovo reddito di inclusione il governo punta a mettere sul piatto 600 milioni in più nel 2018, 900 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020. Parte della maggioranza insiste anche per interventi a favore delle famiglie numerose in difficoltà economica, ma non è detto che nel testo iniziale del ddl possano trovare spazio. Per il momento, sembrerebbe escluso che il ticket sulla specialistica possa essere cancellato totalmente. Molto probabilmente si potrà optare per una riduzione parziale o differenziata a secondo del tipo di esame da effettuare o della Regione in cui lo si richiede. La misura potrebbe essere inserita in Parlamento.

All’interno del Governo c’è chi vorrebbe stabilizzare l’ecobonus o renderlo almeno quinquennale per i condomini. Sicuramente sarà confermato anche nel 2018, con uno sconto fiscale un po’ più basso (al 50% anziché al 65%) per le finestre o le caldaie a condensazione, ma allargato anche agli incapienti grazie alla possibilità di cessione del credito. Una delle ipotesi è di legare l’entità dello sconto all’obiettivo di miglioramento energetico raggiunto.

Per le imprese, i superammortamenti dovrebbero essere confermati anche se leggermente più bassi, si parla del 130%. Non verrebbe toccato invece l’iperammortamento al 250%. In arrivo anche il nuovo credito d’imposta al 50% per le spese in formazione digitale 4.0.

L’aumento da 85 euro in busta paga per i dipendenti pubblici costerebbe 1,6 miliardi. A crescere sarebbero anche gli stipendi dei presidi, che verranno gradualmente equiparati ai dirigenti pubblici, e quelli dei professori. Nel capitolo scuola, Valeria Fedeli chiede anche una serie di assunzioni per i bidelli (non si sa ancora se il Ministro del Miur proporrà forme applicative del nuovo contratto scuola-formazione-lavoro poco gradito dagli studenti). Per gli investimenti delle amministrazioni centrali e locali sono in arrivo 300 milioni nel 2018, 1,3 miliardi nel 2019 e 1,9 miliardi nel 2020. Per favorire il pensionamento delle donne, si pensa ad uno ‘sconto’ sull’Ape social di 6 mesi per figlio, per un massimo di 2 anni.

Il bonus ‘cultura’ da 500 euro potrebbe essere rinnovato, con un costo di 290 milioni. In forse le detrazioni per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, mentre qualche stanziamento potrebbe arrivare, anche quest’anno, per le Province. La fatturazione elettronica dovrebbe diventare obbligatoria per le imprese solo nel 2019. La web tax dovrebbe essere aggiunta in Parlamento. Stesso dicasi per i correttivi allo spesometro e per gli incentivi all’utilizzo del Pos.

Nella legge di ‪Bilancio ci ‬sarebbe anche il ‘bonus ‪verde’ con detrazioni del 36% per la cura del verde privato: terrazzi e giardini, anche condominiali.

Sul decreto legge fisco varato venerdì scorso, c’è stata una presa di posizione dei sindacati confederali sulla previdenza.

In merito il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel corso dell’incontro con i rappresentanti dei sindacati, ha detto: “La previdenza non è nelle priorità della legge di bilancio”. Sempre oggi, invece, Eurostat ha presentato un rapporto in cui risulterebbero 17 milioni e 470 mila Italiani a rischio povertà nel 2016, due milioni e mezzo in più rispetto al 2008 (pari al 28,7% della popolazione). Dunque, il problema della redistribuzione della ricchezza rimane il tema centrale per il superamento della crisi attuale.

Salvatore Rondello

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