martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

100 anni dalla Rivoluzione, ma la Russia va avanti
Pubblicato il 07-11-2017


San Pietroburgo (AP Photo/Dmitry Lovetsky)

San Pietroburgo (AP Photo/Dmitry Lovetsky)

Mentre in tutto l’Occidente sventolano le bandiere rosse per ricordare il centenario della Rivoluzione russa, nella patria delle ex Repubbliche socialiste quel giorno viene sostituito da un altro ricordo: il 7 novembre del 1941, giorno in cui i soldati sovietici marciarono al fronte direttamente dalla parata tenutasi sulla Piazza Rossa. Quel giorno i soldati dell’Armata Rossa partirono verso la linea del fronte orientale per bloccare l’inarrestabile avanzata dell’esercito tedesco. È questo giorno a unificare il popolo russo più della presa del Palazzo d’Inverno che tutt’ora porta ancora alla memoria anni difficili di un passato di povertà, purghe e carestie.
Per alcuni la colpa è del Presidente Vladimir Putin, secondo il direttore del Centro demoscopico Levada, Lev Gudkov, il presidente Putin ha operato uno svuotamento di significato dell’anniversario della Rivoluzione d’ottobre, necessario per legittimare l’idea di potere in Russia “non più rivoluzionario e comunista, ma nazionalista e imperialista”. Il Cremlino dunque ha voluto eliminare la rivoluzione bolscevica dalle feste del calendario laico, preferendo ricordare il giorno della vittoria sul nazismo, che si celebra il 9 maggio. Dal 2005 infatti il 7 novembre non è più festa nazionale
Mosca ha deciso così di ricordare quel giorno rimettendo in primo piano la prima volta che il popolo sovietico si unì per liberarsi dai nazisti, un’imponente parata militare sulla Piazza Rossa in cui l’esercito ha indossato le uniformi della seconda guerra mondiale.
Sicuramente quel giorno, il 7 novembre 1917, rappresenta non solo per la Russia, ma per tutto l’Occidente la prima volta in cui il comunismo e gli ‘ultimi’ al potere sconvolsero il mondo, con l’idea della praticabilità di un’uguaglianza. Ma per il momento per i russi resta indelebile il ricordo di tutte le conseguenze che quella vittoria portò ed è forse per questo che preferiscono guardare avanti.

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