lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bonino: “Insulto a donne che hanno avuto trauma”
Pubblicato il 20-11-2017


bonino-emmaA pochi giorni dalla morte del boss Riina don Francesco Pieri, docente di teologia, su Facebook offende la leader dei Radicali, Emma Bonino, con una domanda retorica: «Ha più morti sulla coscienza lei o il capo della mafia?», alludendo alla battaglia per l’aborto dell’ex ministro degli Esteri.

In commenti successivi, il parroco ha ricordato che “il Concilio Vaticano II con la sua ‘Gaudium et spes’, mette l’aborto (non importa se legalizzato, ospedalizzato e mutuabile o no) in serie con genocidio, omicidio volontario e altri crimini orrendi tra cui certamente quelli di mafia”, e lo definisce “abominevole delitto”.

Ma Emma Bonino risponde sul Social per le rime: “Gli insulti qualificano chi li fa non chi li riceve e, comunque, immagino che questo Don Piero abbia fatto il mio nome per rappresentare milioni di donne che hanno subito in un modo o nell’altro il trauma dell’aborto. L’offesa quindi non l’ha rivolta a me ma a milioni di donne italiane”.

Nonostante siano passati 40 anni dalla cosiddetta Legge 194 per l’interruzione volontaria di gravidanza sono molte le difficoltà che le donne si ritrovano a dover affrontare per accedere a quello che è a tutti gli effetti un loro diritto. L’ostacolo più difficile da sormontare è probabilmente quello dell’obiezione di coscienza.

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Commenti all'articolo
  1. Trovi assai strano leggere sul quotidiano socialista un articolo in cui l’obiezione di coscienza viene definito un ostacolo, come se fosse qualcosa di negativo. Ma se è un diritto l’aborto, lo è anche l’obiezione di coscienza, e non lo è certo meno.

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