martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Al Teatro Vittoria Roberto Herlitzka in scena con il De Rerum Natura
Pubblicato il 14-11-2017


Roberto HerlitzkaAl Teatro Vittoria venerdì 17 novembre (replica il 18, sempre ore 21) andrà in scena De Rerum Natura, protagonista Roberto Herlitzka impegnato nella triplice veste di voce recitante, regista e traduttore della celebre opera di Lucrezio Caro, un ponte fra conoscenza, riflessione filosofica, pensiero scientifico e arte poetica. Lo spettacolo – una coproduzione Festival di Nuova Consonanza, Romaeuropa Festival e Istituzione Sinfonica Abruzzese – vedrà dialogare Herlitzka con la musica, tutta in prima assoluta e ispirata ai versi di Lucrezio, di quattro compositori d’oggi: Ivan Vandor (Nouvelles errances), Lamberto Macchi (Prima quell’ira), Matteo D’Amico (L’umano senso) ed Enrico Marocchini (Le cose illuminan le cose), quest’ultimo anche direttore dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese cui è affidata l’esecuzione dei brani. La serata sarà preceduta alle ore 20 da un incontro con gli artisti.

“I motivi del ‘De rerum natura’ che mi hanno affascinato – racconta Herlitzka – sono quasi impossibili da definire. Si tratta di un poema gigantesco sul cosmo e sui fenomeni scientifici ma caratterizzato da una grande poesia lirica. La bellezza sta proprio nell’intreccio di narrazione scientifica e forma poetica, resa possibile grazie alla grandezza del poeta Lucrezio anche nel descrivere fenomeni fisici e cosmici”. E sulle musiche in programma spiega: “Non conoscerò le musiche fino al giorno in cui andremo in scena. Questo perché non stiamo presentando un melologo; non vi sarà sovrapposizione tra musica e recitazione, ma un dialogo, un intervallarsi di questi due elementi. Ebbi già l’occasione di lavorare con  Enrico Marocchini. Sono molto lusingato del fatto che abbiamo trovato in questi versi materia di ispirazione proponendomi questa collaborazione. Suppongo che siano stati attratti dall’andamento musicale della traduzione, poiché le terzine rimate in stile dantesco suggeriscono un vero e proprio flusso musicale. Le rime sono una mia sconfinata passione poiché instaurano nel testo una forza musicale, delle vere e proprie necessità uditive in chi ascolta. E questo è ancora un altro dei motivi per i quali ho deciso di lanciarmi in quest’impresa di traduzione del ‘De rerum natura’ in rime dantesche”.

“Lo spettacolo – prosegue Marocchini – si basa su testi tratti dal Primo Libro dell’opera di Tito Lucrezio Caro, tradotti in volgare da Roberto Herlitzka, che «per amore del verso e nostalgia della lingua italiana ha compiuto una versione in terzine dantesche» dell’opera del grande poeta latino. Il concerto vuole essere una riflessione sull’eternità del linguaggio poetico, partendo dalla speculazione filosofica di Epicuro, che è alla base del pensiero di Lucrezio, dove è assioma fondamentale che nulla nasca dal nulla, e nulla finisca nel nulla. Un principio che viene ribadito nella nota lettera a Meneceo, che riassume in maniera esemplare l’indagine da cui partirà Lucrezio nella sua ricerca: «Prima di tutto considera l’essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. […] L’esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l’inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell’immortalità». Dalla “verità liberatrice” di Epicuro, Lucrezio riesce con il suo poema a realizzare un ponte fra conoscenza, riflessione filosofica, pensiero scientifico e arte poetica. E su questi temi si innescherà il rapporto fra la poesia che indaga la natura, e la musica che si immerge nel ‘sacro’ e nel tempo sconfinato. Da qui partiranno le quattro composizioni, in prima esecuzione assoluta, in cui sarà scandito il testo di Lucrezio, dove ogni autore avrà modo di misurarsi con il grande significato etico e poetico dell’opera”.

Il 54° Festival di Nuova Consonanza è realizzato con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale Spettacolo e Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili e di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, nell’ambito dell’Avviso pubblico “Contemporaneamente Roma 2017”, con il sostegno della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.
Anche quest’anno proseguono le coproduzioni e collaborazioni prestigiose come quelle con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, il MACRO, Zétema, l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, il Festival Romaeuropa, il Reate Festival, Roma Sinfonietta, Opera InCanto, la Fondazione Teatro Palladium – Università degli Studi Roma Tre, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, il Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma e il Conservatorio di Musica Ottorino Respighi di Latina, il Goethe-Institut Rom, il Forum Austriaco di Cultura a Roma e, per la prima volta, il Teatro di Roma, a sancire ancora una volta la dimensione interculturale del fare musica oggi.

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