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Opinioni e commenti
 

Alitalia: fondo Usa Cerberus, piano per mantenerla integra
Pubblicato il 03-11-2017


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Il fondo Usa Cerberus conferma il suo interesse nell’investire in Alitalia: “Siamo pronti a lavorare con tutte le parti per arrivare a un accordo su un piano di lungo periodo che mantenga Alitalia intatta e indipendente”. È quanto afferma Jason Ghassemi, Chief communications officer del colosso americano con oltre 30 miliardi di dollari di attività in gestione. “Cerberus conferma il suo interesse per Alitalia – dice Ghassemi – il nostro obiettivo è avere un ruolo positivo e costruttivo, in collaborazione con il governo italiano, i sindacati dei lavoratori e altri constituents”, nel creare e realizzare “una soluzione di lungo termine che mantenga Alitalia intatta, più competitiva e soprattutto indipendente: Alitalia deve restare una compagnia aerea nazionale italiana”.

Cerberus, prosegue il manager, “punta ad avere il controllo della compagnia aerea, non partecipazioni di minoranza”.

Fondata negli Usa nel 1992, Cerberus è un’azienda operante nei fondi d’investimento, ossia un fondo di private equity. E’ specializzata in particolare in “investimenti in difficoltà” e detiene oltre 40 miliardi di dollari in gestione in fondi e conti. Gli investimenti sono tra i più vari, dai fondi pensionistici privati, a compagnie di beneficenza e assicurative, fino a fondi sovrani.

Cerberus ha legato il suo nome alla vicenda di Chrysler: nel 2007 con altri 100 investitori, acquistò l’80% della casa automobilistica con l’obiettivo di rafforzare il mercato delle quattro ruote. Ma il piano fallì, e nel 2009 Cerberus rinunciò alla sua quota di capitale e alla proprietà imposta come condizione dal Ministero del Tesoro degli Stati Uniti a fronte del salvataggio della società. Con sede a New York, Cerberus mantiene comunque investimenti nelle società automobilistiche, avendo in Chrysler e Gmac (il settore finanziario della General Motors) circa il 7% del proprio patrimonio.

La private equity è un’attività finanziaria con la quale un investitore istituzionale (appunto Cerberus) rileva quote di una società acquisendo sia azioni esistenti da terzi sia sottoscrivendo azioni di nuova emissione apportando così nuovi capitali. Le società non devono essere quotate, oppure possono esserlo ma intenzionate ad abbandonare la Borsa. Generalmente i fondi di private equity investono in piccole società con un impegno che può anche essere breve ma comunque a termine. E’ una forma di investimento che è funzionale sia al fondo stesso perché punta ad ottenere rendimenti del capitale superiori a quelli di mercato, sia per la società stessa perché riceve risorse finanziarie aggiuntive e spesso anche un sostegno dal punto di vista manageriale.

Il fondo Cerberus è stato attivo anche nel settore aeronautico: ha ristrutturato Air Canada (acquisendo lo scorso marzo per 184 milioni di dollari il 9,2% dell’aviolinea), e ha partecipato alla gara per la privatizzazione della portoghese Tap.

In Italia, il suo nome è circolato in relazione ai potenziali compratori per il miliardo di euro di sofferenze del ‘project Rossini’ lanciato dalla Rev, la bad bank dove sono confluiti i 10,3 miliardi di crediti deteriorati di Banca Etruria, Carichieti, Cariferrara e Banca Marche. Assieme a Bain, Fortress e Starwood, girerebbe anche il nome del fondo Usa nella short list.

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