martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Alma Cappiello. Il valore sociale della politica attiva
Pubblicato il 07-11-2017


CAPPIELLO 2

Undici anni fa ci lasciava la compagna Agata Alma Cappiello, mia conterranea di origini, milanese di nascita, valente avvocato civilista, docente di diritto, consigliera comunale di Milano, deputata socialista dal 1987 al 1992 e senatrice dal 1992 al 1994. Nel suo impegno parlamentare, durato circa dieci anni, fu membro delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia dellaCamera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nonché dellaCommissione Bicamerale per le Riforme Istituzionali e della Commissione Vigilanza RAI. Fu, inoltre, coordinatrice della Commissione Nazionale Parità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e Vicepresidente del Comitato delle Pari Opportunità presso il Ministero del Lavoro. In materia di pari opportunità lavorò alla redazione della legge 10 aprile 1991, n. 125, riguardante l’accesso delle donne nel lavoro, e della legge 25 febbraio 1992, n. 215, meglio conosciuta come legge sull’imprenditoria femminile, nonché si occupò delle adozioni, dell’affidoe della legge sui Pacs. Nel 1988 iniziò la sua battaglia per il riconoscimento delle coppie gay.

Ho conosciuto Alma, da giovanissima dirigente nazionale della FGSI, nel suo ruolo di Responsabile Nazionale Femminile del PSI e dalla sua passione e razionale convinzione della fondamentale importanza della svolta culturale sulla parità di genere ho mutuato la determinazione, che tutt’oggi mi accompagna, sulla importanza e sul valore sociale della politica attiva.

La parità tra uomini e donne, però, è uno degli obiettivi ancora da realizzare a pieno, la cui costruzione passa necessariamente per la soluzione della madre di tutti i problemi: il lavoro, quella sfida essenziale ed ambiziosa che è la piena occupazione in generale, e l’occupazione femminile in particolare. Oggi più che mai rafforzare la presenza delle donne nel mercato del lavoro è importante, perché aumentare l’occupazione femminile significa agevolare lo sviluppo dei Paesi, farne crescere la ricchezza economica, sociale e culturale. Crescita economica, perché implementando la forza lavoro si rafforza il mercato, la sua produttività;crescita sociale e culturale, perché il contributo femminile porta innovazione, capacità di cogliere prospettive nuove che arricchiscono le possibilità di sviluppo del mercato e della società. Oggi non solo l’Italia ma l’Unione Europea e tutti i suoi paesi si stanno muovendo in questa direzione: oggi abbiamo l’opportunità di riflettere sul nostro percorso comune, per capire dove siamo arrivati, che cosa ci separa dalla meta, in che modo proseguire.

I dati sull’occupazione in Europa ci dicono che in questi anni tante donne sono entrate nel mercato del lavoro, tante, ma non abbastanza. Perché diventino di più, dobbiamo ragionare sugli ostacoli che le donne incontrano nel mercato del lavoro: per entrarci, per restarci, per crescervi. Abbiamo bisogno, e sono convinta che le azioni che stiamo mettendo in campo, come PSI a livello nazionale e come PES Women a livello europeo, abbiano le caratteristiche più idonee per fornire un determinante contributo a l raggiungimento di tale risultato, di ritornare ad ascoltare ed a confrontarci con il pensiero delle cittadine e dei cittadini, di porci come i reali intermediari delle loro esigenze, di trovare concrete e rapide soluzioni alle loro necessità, di ridare loro fiducia nel diritto di cittadinanza, di offrire loro risposte politiche inclusive in grado di far sentire ciascun italiano e ciascun europeo parte attiva e determinante di un percorso politico che lo veda sempre più protagonista e destinatario di processi di sviluppo sociale, politico ed economico.

Penso ad azioni transnazionali a tema, dove il PSI ed il PES possanoconcretamente porsi come identificabile e qualificante punto di riferimento, mediante le quali sviluppare una politica comune che possa essere di indirizzo a quelle comunità politiche locali dove più complessa possa risultare la realizzazione di tale percorso. Penso che ci voglia tanta determinazione, quella determinazione che deriva solo dall’essere cittadine europeesocialiste.

Maria Rosaria Cuocolo
Responsabile Nazionale PSI Parità di Genere

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