lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Delusione azzurri.
Niente bis cedono all’Argentina 15-31
Pubblicato il 20-11-2017


IMMAGINI ITA ARG

Fra gli Azzurri la delusione è tanta. Tutti sono certi che, contro quella Argentina, era una partita da vincere. Ma a Firenze le Argentine sono state due. Quella dei primi quaranta minuti di tempo, tutt’altro che irresistibile, disattenta, indisciplinata, imprecisa, farfallona nelle touche, che soffre inverosimilmente nelle fasi statiche e viene superata in mischia chiusa. Gli Azzurri, seppur meno gagliardi rispetto alla partita contro le Fiji, giocano alla pari con quella Argentina. E’ un Italia che non soffre particolarmente alla pressione avversaria, anzi, capace di ribaltare il fronte, chiudendo il primo tempo in vantaggio di una lunghezza (9 a 8) grazie soprattutto ai “penalty” realizzati da Carlo Canna unica fonte di punti. In quel momento credere di poter sconfiggere gli argentini, ultimo successo nei match giocati in Italia è datato 1998, non era particolarmente folle. Poi ci sono i Pumas che rientrano dall’intervallo. Non sono i “tangueros” che conosciamo, la trama dell’incontro sembra immutato, ma minuto dopo minuto, azione dopo azione, aggiustano le geometrie di gioco, avanzano in modo irrefrenabile sul terreno non concedendo nulla all’Italia.

MINOZZI ITA ARGTonificati spiritualmente dalla frustrante, come l’ha definita lo staff Azzurro, incapacità italiana di concretizzare il lavoro svolto, diventano tambureggianti e impongono prepotentemente un ritmo che diventa troppo alto per Parisse & C, tanto da portarli allo sfinimento psico-fisico, e chiudere l’incontro con due mete negli ultimi 10 minuti. Le aspettative dopo la vittoria di Catania erano di misura maggiore. Mentre Licata e Minozzi, quest’ultimo potrebbe essere la risposta preziosa all’ala, dimostrano di meritarsi la maglia da titolari, diversi giocatori chiave non sono riusciti a replicare la buona prova di sette giorno or sono e, anche, questo ha fatto la differenza in uno sport di squadra come il rugby. Si attestano i miglioramenti del pack, della touche mentre rimane tabù la regolare capacità di imporre il territorio e di avere una reale piattaforma per il gioco di attacco. Sabato prossimo a Padova il Sud Africa che ha battuto la Francia a Parigi, sentenza conclusiva per il prossimo Sei Nazioni.

ITALIA: 15 Hayward; 14 Sarto (11′ st Minozzi), 13 Boni, 12 Castello, 11 Bellini; 10  Canna (30′ st McKinley), 9 Violi (19′ st Tebaldi); 8 Parisse , 7 Steyn, 6 Minto (21′ st Licata); 5  Budd (30′ st Ruzza), 4 Fuser; 3 Ferrari (20′ st Chistolini), 2 Bigi  (1′ st Ghiraldini), 1 Lovotti (11′ st Zani). HC Conor O’Shea

ARGENTINA: 15 Tuculet; 14 Cancelliere, 13 Orlando (18′ st Moroni), 12 Gonzalez Iglesias, 11 Boffelli; 10  Sanchez, 9 Landajo 819′ st Bertranou); 8  Leguizamon (18′ st Macome), 7 Kremer, 6 Matera; 5 Lavanini, 4  Alemanno (11′ st Petti); 3  Tetaz Chaparro (22′ st Pieretto), 2 Creevy (19′ st  Montoya), 1 Garcia Botta (3′ st Noguera Paz). HC Daniel Hourcade.

Realizzazioni: 11′ pt Hernandez (cp); 13′ pt Canna (cp); 20′ pt Canna; 28′ pt Cancelliere (m); 32′ pt Canna (cp); 6′ st Sanchez 8cp); 8′ st Canna (cp); 14′ st Sanchez 8cp); 17′ st Violi (drop); 18′ st Sanchez (cp); 29′ st Kremer (m), 30′ st Sanchez (tr); 38′ st Tuculet (m); 38′ st Sanchez (tr)

RugbyingClass di Umberto Piccinini

 

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