martedì, 21 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Bambini sempre più poveri, ma la scuola non aiuta
Pubblicato il 14-11-2017


scuola-bambini-zainoUna volta era la scuola il punto di traino e di riscatto per le generazioni future delle classi meno abbienti, adesso però non sembra riuscirci più. Save the Children, attraverso l’Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla scuola” presentato oggi a Roma, mette in luce l’aumento in Italia di bambini che vivono in povertà assoluta. Nemmeno la scuola riesce a colmare il gap socio-economico che c’è tra loro e chi è più fortunato. Valerio Neri, direttore generale di Save the Children: “Oggi continuiamo a trovarci di fronte a una scuola che, a volte, alimenta le disparità. Deve essere riconosciuto il diritto di tutti i bambini a un’eguale istruzione, a prescindere dal contesto sociale e economico in cui vivono. Ogni bambino ha il diritto di essere protagonista ed essere ascoltato”.
Nel 2016, ricorda l’ong, un bambino su otto vive in condizioni di povertà assoluta, il 14% in più rispetto all’anno precedente. E le diseguaglianze sociali “continuano a riflettersi sul rendimento degli alunni”. Sono cresciuti anche i minorenni in povertà relativa: nel 2016 hanno raggiunto il 22,3 per cento. Inoltre la correlazione tra la condizione socio-economica e il successo (o l’insuccesso) scolastico in Italia è più forte che altrove: nelle scuole low l’incidenza di ripetenze è di 23 punti percentuali superiore alle scuole top. La differenza media nei Paesi Ocse è solo del 14,3 per cento. Le percentuali crescono in Italia, poi, per i maschi e i figli di migranti.
Nonostante questi dati l’Italia continua a investire poco sulla cultura. Con solo il 4 per cento del Pil speso nel settore dell’istruzione, contro una media europea del 4,9, il 41 per cento delle scuole secondarie di primo grado lamenta una scarsa dotazione di laboratori e ambienti adatti a sperimentare nuove prassi didattiche. Quattro scuole su dieci non arrivano a un laboratorio ogni cento studenti. Solo il 17,4 per cento degli istituti scolastici è dotato di almeno una palestra in ogni sede. Quasi tutte hanno una biblioteca, ma meno di un terzo del patrimonio librario risulta utilizzato.
Manca nei giovani e nei bambini anche la ‘fiducia’: la mancanza di lavoro e prospettive tra gli adulti di riferimento, secondo l’Altlante, ha generato sfiducia in molti bambini e adolescenti, aumentando il rischio del fallimento formativo. In Italia meno di 1 un giovane laureato su 2 ha un lavoro (nell’Unione Europea il 71,4% di chi ha terminato l’università trova un’occupazione, in Italia appena il 44,2%, nel Mezzogiorno il 26,7%) : non sorprende, dunque – dice Save The Children – che gli “scoraggiati” tra i 15 e i 34 anni, i quali pur dichiarandosi disponibili a lavorare hanno smesso di cercare un’occupazione, siano cresciuti del 43% in dieci anni, raggiungendo quota 420mila, di cui 340mila al Sud.
Nel frattempo Save The Children ha lanciato contro la dispersione Fuoriclasse in Movimento, il progetto che mette in rete 150 scuole in tutta Italia, coinvolgendo 20mila minori, 2mila insegnanti e mille genitori nei Consigli fuoriclasse, tavoli di confronto su didattica, relazioni, riqualificazione degli spazi scolastici. Nel primo biennio di sperimentazione nelle scuole, il progetto ha dimezzato il numero medio delle assenze, migliorato il rendimento degli studenti e aumentato l’interessamento delle famiglie al profitto scolastico dei figli.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento