martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Banche, Psi: “Noi i primi a chiedere commissione”
Pubblicato il 03-11-2017


BankItalia

Non un passo indietro sul caso Bankitalia. Matteo Renzi torna all’attacco per mezzo della sua Enews e sembra galvanizzato dai risultati delle prime sedute della Commissione di inchiesta Parlamentare sulle banche. “Chi ha sbagliato deve pagare”, torna a dire il leader dem aggiungendo che si tratta di una questione “di giustizia” e “non di populismo”. Parole che seguono la seduta della Commissione di ieri durante la quale i deputati dem, Francesco Bonifazi e Mauro del Barba, hanno depositato 10 domande su Bankitalia e la gestione delle crisi di Veneto Banca e Popolare Vicenza. Domande su un vasto ventaglio di temi, dai dividendi distribuiti anche in piena crisi alla gestione dei titoli deteriorati. Domande che si trasformano in un atto d’accusa quando i due parlamentari scrivono che “Banca d’Italia ha permesso a Veneto Banca di presentare bilanci falsati in aumento di capitale, ingannando gli azionisti”.

Oggi Renzi va oltre, attribuendo al mancato controllo di Consob e Banca d’Italia, che ha determinato il cattivo funzionamento delle banche, una performance sull’aumento dei posti di lavoro al di sotto delle potenzialità del governo Renzi: “I nuovi dati Istat mostrano un ulteriore aumento rispetto al primo giorno del nostro governo (febbraio 2014): siamo a più 986.000 posti di lavoro, di cui il 60% a tempo indeterminato. I posti di lavoro sarebbero stati di più se le banche avessero lavorato meglio. E invece qualcosa non ha funzionato”.

E Renzi ribadisce che la partita non si è chiusa con la conferma di Ignazio Visco al vertice di via Nazionale. “Ora che la polemica sul rinnovo del Governatore si è placata, spero sia finalmente chiaro a tutti il senso della posizione del Pd sulle banche. Perché noi su questa partita facciamo sul serio, senza incertezze, fino in fondo. Non accetteremo che la verità su questa pagina sia scritta dalle fake news”, aggiunge Renzi. Perché “troppe cose non hanno funzionato, e già ieri”, nell’audizione di Banca d’Italia e Consob a proposito delle banche popolari venete, “è emerso con chiarezza – almeno nella parte della discussione pubblica – che il sistema tecnico di vigilanza e controlli non sempre è stato all’altezza. I manager e i banchieri che hanno sbagliato devono pagare, principio sacrosanto. Ma se vogliamo che qualcosa cambi davvero le alte burocrazie di questo Paese devono smettere di buttare la croce addosso ai politici di turno e assumersi anche loro le proprie responsabilità”.

Il segretario del Psi Riccardo Nencini ha sottolineato come i socialisti siano stati i primi a puntare l’attenzione sul tema banche. “La richiesta di una commissione parlamentare di inchiesta sulle banche per sapere la verità – ha rivendicato Nencini – l’hanno fatta per primi i parlamentari socialisti già nel gennaio scorso. Ora la commissione c’è e ha un ottimo presidente e ci aspettiamo che vada fino in fondo”.

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