lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

FINE PENA MAI
Pubblicato il 08-11-2017


Foto Fabio Cimaglia / LaPresse12-09-2014 RomaWalk around a Piazza Montecitorio per l'eutanasia con Mina WelbyNella foto la manifestazionePhoto Fabio Cimaglia / LaPresse12-09-2014 RomaWalk around in Piazza Montecitorio for euthanasia with Mina WelbyIn the photo the demonstration

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse12-09-2014 

“Spero che l’attenzione su questo processo aiuti a far approvare dal Parlamento una legge sul fine vita di cui si discute da 32 anni”, così Marco Cappato all’uscita dall’Aula dal processo che lo vede imputato per aiuto al suicidio per la morte in una clinica svizzera di Fabiano Antoniani, dj Fabo.
Nonostante gli appelli, la raccolta firme e un’opinione pubblica favorevole, la legge è ferma nei cassetti del Parlamento. Dopo numerose discussioni, finalmente il 20 aprile la Camera dei deputati ha approvato la cosiddetta “legge sul fine vita” o sul “testamento biologico”, una norma che permette – entro alcuni limiti – di esprimere in anticipo quali trattamenti medici ricevere nel caso di gravi malattie, ma da allora nessun passo in avanti è stato compiuto. Dopo le difficoltà al Senato, alla fine la presidente della Commissione Sanità del Senato e relatrice del provvedimento sul biotestamento, Emilia Grazia De Biasi, si è dimessa da relatrice del ddl, dando mandato alla conferenza dei capigruppo per valutare l’invio del provvedimento in Aula senza relatore. “Non ci sono le condizioni – ha detto De Biasi – per continuare il lavoro in Commissione. Quindi rimetto il mio mandato di relatore”. La competenza sul provvedimento è passata alla conferenza dei capigruppo del Senato, che devono calendarizzare la discussione in aula.
Pochi giorni fa l’ex relatrice è tornata sul biotestamento affermando: “È stato impossibile andare avanti in commissione. Più di questo non potevo fare”, ha spiegato. “A fronte degli oltre 3.000 emendamenti ne sono stati ritirati soltanto 300 e per una Commissione è tecnicamente impossibile esaminare 2700 emendamenti, metà dei quali con un taglio ostruzionistico. Bisogna dare priorità allo ius soli e al biotestamento – ha proseguito – un fine legislatura che porta a casa provvedimenti molto attesi dalla popolazione, come questi, è un bel modo per chiudere una legislatura che non è stata sempre perfetta”.
Una legge che ce la chiede anche l’Europa: secondo l’art. 8 della Convenzione europea dei diritti umani, la libertà di scelta terapeutica sulle questioni di fine vita rientra nel campo del diritto fondamentale al rispetto della propria vita privata.
È una legge che la società civile chiede a gran voce, in 4 anni infatti sono state raccolte oltre 67 mila firme a sostegno della legge di iniziativa popolare EutanaSia Legale presentata dai Radicali Italiani insieme all’Associazione Luca Coscioni.
Rispetto a diversi anni fa, “oggi l’opinione pubblica è bene informata. È l’inerzia del legislatore che ci preoccupa”, ha detto Beppino Englaro riguardo al biotestamento, a margine di un evento organizzato a Milano dall’Associzione Luca Coscioni. “Un tempo – ha continuato Englaro – ho trovato il deserto anche nell’opinione pubblica, rispetto alla libertà e al diritto di Eluana di autodeterminarsi”. Per Englaro “ci sono tutte le premesse, se vogliono” affinché il provvedimento sia approvato in Senato, “manca solo la volontà”.
Nel frattempo stamani si è aperto alla Corte d’Assise di Milano il processo a Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni ed esponente dei Radicali, con l’ammissione delle prove testimoniali e documentali davanti alla Corte d’Assise di Milano e potrebbe arrivare a sentenza già tra gennaio e febbraio, dopo due udienze, il 4 e il 13 dicembre, dedicate all’ascolto dei pochi testimoni, tra cui anche il medico-anestesista Mario Riccio che seguì il caso Welby, la madre e la fidanzata di Antoniani (non erano in aula oggi), e alla proiezione del video choc dell’intervista del 40enne a ‘Le Iene’. La proiezione avverrà per dimostrare le condizioni fisiche in cui si trovava Fabiano Antoniani, ed è stata chiesta e ottenuta dai pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini nella prima udienza del processo.
Sempre i Pm di Milano Tiziana Siciliano e Sara Arduini avevano chiesto nei mesi scorsi di archiviare l’inchiesta su Cappato, scattata dopo la sua autodenuncia, o di sollevare una questione di costituzionalità della norma sull’aiuto al suicidio. Il gip Luigi Gargiulo, però, ha ordinato l’imputazione coatta: avendo prospettato a Dj Fabo una dolce morte qualora si fosse rivolto a alla struttura svizzera, Cappato, secondo il gip, non solo lo avrebbe aiutato a morire ma avrebbe anche rafforzato il suo “proposito di suicidio”. Per la Procura, invece, avrebbe semplicemente aiutato una persona ad esercitare il diritto di morire con dignità. Dopo l’imputazione coatta, Cappato ha scelto di andare direttamente a processo con rito immediato saltando l’udienza preliminare.
Per Filomena Gallo, avvocato e segretario dell’associazione Luca Coscioni, “i giudici in Italia sono costretti a sopperire all’immobilità del legislatore intervenendo e confermando di volta in volta tutele costituzionali fondamentali in assenza di leggi specifiche sul tema del fine vita”. L’incapacità della politica ufficiale, prosegue Gallo, “a legiferare su questi argomenti, evidenzia sempre di più la crisi della nostra democrazia. Oggi il processo a Cappato rappresenta – aggiunge – un altro momento fondamentale per tentare di affermare la prevalenza dei principi costituzionali sul codice penale risalente al periodo fascista”.
Nel frattempo parte anche una campagna sul web intorno all’hashtag #ConCappato, per quanti “vorranno sostenere simbolicamente sui social o più concretamente con una
donazione sul sito concappato.associazionelucacoscioni.it la coraggiosa azione legale”. Lo spiega la stessa associazione Coscioni in un comunicato. Si tratta di “una chiamata civile ai cittadini italiani che vogliono essere liberi” e di “una battaglia di tutti – si legge – ma che avrà bisogno del supporto di tutti quelli che si vorranno schierare al fianco del tesoriere di Associazione Luca Coscioni, esposto in prima persona con un atto di disobbedienza civile per accelerare la regolamentazione sul fine vita in Italia, un tema attualmente affossato nelle aule del Senato”. All’esterno di Palazzo di Giustizia a Milano i Radicali Italiani hanno organizzato per la giornata di oggi un presidio a sostegno di Marco Cappato.

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