lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Braccio di ferro sulle pensioni
Pubblicato il 07-11-2017


tavolo-pensioniDiversamente dalle intenzioni dei sindacati, la Banca d’Italia ribadisce la necessità di non fare passi indietro nella riforma delle pensioni. Secondo l’Istituto Centrale sarebbe un atto cruciale per mettere in luce migliore i conti e per la loro sostenibilità. Il vice direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, durante l’audizione davanti alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato a Palazzo Madama, nel secondo giorno degli incontri tra governo e sindacati sulle pensioni, ha detto: “La necessità di mantenere, preservare, difendere l’equilibrio pensionistico di lungo periodo è una priorità assoluta. Questo non vuol dire che non ci possano essere aggiustamenti sui singoli casi ma l’importante è preservare la stabilità complessiva. L’attuale sistema è un elemento chiave, che contribuisce nel lungo periodo a mettere le finanze pubbliche italiane in una luce migliore che si potrebbe avere guardando alla sola dimensione debito. Il paese deve assicurare la sostenibilità dei conti.

Gli interessi che l’Italia paga sul debito pesano sull’economia in maniera notevole e riducono i margini per interventi di politica economica. Ne consegue la necessità, approfittando del periodo congiunturale favorevole, di intervenire sul risanamento della finanza pubblica”. In audizione al Senato sulla manovra, oggi c’è stato anche il presidente della Corte dei Conti Arturo Martucci di Scarfizzi che ha detto: “Per tutelare gli equilibri di fondo della finanza pubblica eventuali interventi sulle pensioni vanno disegnati in maniera tale da limitare la platea dei destinatari alle situazioni di effettivo disagio, anche per minimizzare gli ovvi effetti di frammentazione che finiscono per produrre. Misure come l’Ape sociale, sottolinea, vanno articolate in modo chiaro per favorirne la celere implementazione”.

Si fa sempre più in salita il percorso dei sindacati che vorrebbero l’ampliamento maggiore possibile della platea di lavoratori da esentare dall’adeguamento automatico dell’età pensionistica. Il Governo, dunque, si trova sempre più tra l’incudine ed il martello, tra l’esigenza di provvedimenti popolari con le elezioni sempre più vicine oppure con una misura stabilizzante nel lungo periodo che soddisfa la ‘ragion di stato’ ma che sicuramente è impopolare. La posta in palio è dunque molto alta per i possibili riflessi sul risultato elettorale.

Salvatore Rondello

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