lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Brexit. Davis avverte: “Possiamo uscire senza accordo”
Pubblicato il 21-11-2017


david davisDopo mesi di stallo e di frustrazioni per il divorzio tra l’Europa e la Gran Bretagna ora a smuovere le acque ci pensa il ministro britannico per la Brexit, David Davis, che pur restando fiducioso sull’intesa con Bruxelles ribadisce la determinazione di Londra a lasciare il blocco dei 28. “Raggiungere un accordo con l‘Unione europea è di gran lunga l‘esito più probabile e il migliore per il nostro Paese”, ha detto Davis, ma ha aggiunto: “Non penso sarebbe nell‘interesse di entrambe le parti non raggiungere un accordo. Ma è giusto che un governo responsabile faccia dei piani per ogni eventualità”. L’avvertimento di Davis arriva dopo che il governo di Theresa May avrebbe accettato anche di mettere una cifra più alta del previsto (circa 40 miliardi di sterline) sul piatto dei negoziati con Bruxelles per la Brexit.
Il punto di disaccordo è ancora una volta ‘la buona uscita’ che i 28 vogliono dal Regno Unito che da parte sua vuole garanzie sul piano commerciale: la Gran Bretagna vuole che i colloqui affrontino il tema delle future relazioni commerciali con l‘Ue mentre quest‘ultima non intende valutare la questione fin quando Londra non accetterà di regolare le cifre dovute a Bruxelles. La Gran Bretagna ha precedentemente offerto circa 20 miliardi di euro (18 miliardi di sterline), ma l’UE vuole almeno 60 miliardi di euro (53 miliardi di sterline).
E mentre Davis sostiene di essere “inequivocabilmente” alla ricerca di un accordo, fa sapere che la Gran Bretagna è anche pronta a far fallire i colloqui. Da parte del negoziatore europeo Michel Barnier si sente l’esigenza di sbloccare una situazione ai limiti della sopportazione. Tanto che Barnier ha anche canzonato la May, lunedì, sullo slogan con cui la Premier inglese aveva chiarito la sua posizione sull’uscita: “Brexit means Brexit”. Così ha ripetuto Barnier: “Proprio quelli che vogliono ‘liberare’ il Regno Unito ora sostengono che dovrebbe conservare un ruolo in alcune delle agenzie europee. […] L’Europa a 27 continuerà a portare avanti il lavoro di queste agenzie, insieme, condividendo i costi di mantenimento. Le nostre imprese continueranno a trarre beneficio dalle competenze create. Il loro lavoro è interamente basato su quei trattati europei che il Regno Unito ha deciso di abbandonare”.

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