mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Brexit: “Fatti progressi, ma ancora non sufficienti”
Pubblicato il 29-11-2017


Europarlamento

I mercati reagiscono con cautela sulla piazza di Londra, mentre la sterlina vola di fronte alla prospettiva d’un accordo sul conto di divorzio fra Londra e Bruxelles, da 50 miliardi di euro o giù di lì, e d’una possibile prima schiarita nei negoziati sulla Brexit. Ma nel mondo politico britannico partono già siluri incrociati contro il governo Tory di Theresa May, destinata a finire sotto il fuoco sia dei filo-Ue, sia degli euroscettici.

Fra i primi si fa sentire subito Tom Brake, responsabile del dossier Brexit per i LibDem, secondo il quale “45 miliardi di sterline saranno il prezzo che il Paese dovrà pagare per colpa dei ministri (brexiteers) Johnson e Gove e la loro illusoria visione di un nuovo Impero Britannico post Brexit”. Parole a cui fanno eco diversi deputati laburisti, sullo sfondo delle prime interpellanze “urgenti” nei confronti del governo ai Comuni, o ancora i messaggi di Open Britain, combattiva piattaforma che raduna sostenitori di ‘Remain’ sconfitti al referendum del giugno 2016. La sintesi di Jonathan Freedland, commentatore liberal del Guardian, è che alla fine della fiera si tratterà di “un imperdonabile spreco di denaro” pubblico per il Regno.

Considerazione che, per ragioni opposte, fa peraltro pure l’ex leader euroscettico dell’Ukip Nigel Farage, definendo “una svendita del tutto inaccettabile” il versamento di “una somma di tale entità in cambio di nient’altro che d’una promessa senza garanzie di una soluzione decente” futura sulle relazioni commerciali. “Io ho sempre detto che nessun accordo era meglio di un cattivo accordo – insiste Farage, invocando l’abbandono del negoziato – e questo, non sbagliamoci, è un cattivo accordo: anzi, non è neppure un accordo”. Per l’Ue, è la conclusione polemica di Farage, “Natale sta arrivando in anticipo”.

E mentre il commissario Ue all’Agricoltura, l’irlandese Phil Hogan, risponendo alle domande dei giornalisti afferma che “così come ci sono stati movimenti in queste ultime 24 ore sulla questione del regolamento finanziario, nei prossimi giorni qualcosa si muoverà anche sulla questione delle frontiere irlandesi”, l’Europarlamento chiede a Barnier, “dei progressi supplementari” sulla Brexit. In una lettera a Michel Barnier, capo-negoziatore per l’Unione Europea sulla Brexit, i leader del Parlamento europeo infatti affermano che nei negoziati con il Regno Unito ci sono stati progressi, ma non sufficienti per decidere di passare alla seconda fase sulle relazioni future e il periodo transitorio. Nella lettera firmata dal coordinatore per la Brexit dell’Assemblea di Strasburgo, Guy Verhofstadt, l’Europarlamento sottolinea che i progressi non sono sufficienti né sui diritti dei cittadini, né sulla frontiera tra Repubblica di Irlanda e Irlanda del Nord.

Luigi Grassi

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