giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Centro sinistra. Psi: Con Fassino confronto positivo
Pubblicato il 15-11-2017


fassinoIniziano gli incontri nel centrosinistra per mettere in piedi il tentativo di ricostruire una alleanza di centrosinistra. Il compito di un giro di consultazioni è stato affidato all’ex segretario del Pd Piero Fassino. “Fassino è una garanzia, se non ci riesce lui.…”, ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, a gli chiedeva del tentativo di ricostruzione del centrosinistra. Tra gli incontri di oggi quello con il presidente del Senato Pietro Grasso. Un incontro che, a quanto si apprende da fonti vicino alla presidenza, è stato dello stesso tenore di quelli che il presidente Grasso ha avuto in questi giorni con numerosi altri esponenti delle forze di centrosinistra che queste settimane hanno chiesto un incontro al presidente.

Fassino ha incontrato anche il segretario del Psi Riccardo Nencini che ha parlato di “confronto fruttuoso e positivo. Non sarà l’ultimo. C’è tanto di cui discutere”. Il segretario del Psi ha detto di condividere “l’ipotesi di una lista della sinistra riformista che si presenti alle prossime elezioni con un programma serio e concreto, che non disperda il lavoro fatto dai due governi precedenti ma che fissi nuovi punti su cui lavorare: diritto alla casa, riforme istituzionali, lavoro”.

Il punto dirimente sul quale il centrosinistra e l’arcipelago a sinistra del Pd deve trovare un accordo è un programma serio bastato sulla tutela e la creazione di lavoro. Lo ha spiegato il  responsabile lavoro del Psi e membro della segreteria nazionale, Luigi Iorio, che ha aggiunto: “Un’alleanza che parta dal Jobs Act e che lavori per migliorarlo. Un provvedimento tra l’altro già votato anche da Speranza e Bersani”. Secondo Iorio “il Jobs Act, con tutte le osservazioni che si possono sollevare sul provvedimento, ha fatto crescere l’occupazione nell’ultimo anno. I dati Istat infatti sono chiari: siamo ritornati ai livelli occupazionali precedenti al 2008, registrando nel 2017 un aumento di 294 mila occupati sull’anno. Il Governo Renzi prima e quello Gentiloni poi hanno avuto il pregio di contribuire a rilanciare l’economia e l’occupazione del Paese. Entrambi governi che hanno visto i socialisti protagonisti. E’ il motivo per il quale, al netto dei rancori personali – ha proseguito – occorre uno sforzo per ricercare punti d’incontro. Dunque una coalizione tra partiti riformisti che da sempre nella loro agenda affrontano temi quali i diritti civili, la libertà individuale e il valore dell’antifascismo. Ma soprattutto – ha concluso – che considera  il lavoro come pietra miliare”- ha concluso.

Ha chiesto invece ulteriori chiarimenti Campo Progressista. “Nella direzione di lunedì del Partito democratico – si legge in un comunicato – finalmente, sembra si sia posto fine almeno al mito dell’autosufficienza. L’apertura a verificare le condizioni per una coalizione di centrosinistra larga e inclusiva è un passo in avanti. Ma c’è ancora molto da fare. Al momento, non c’è un’analisi seria e sincera sulla condizione del Paese, nonché nessun fatto politico sui contenuti che vada incontro alla discontinuità che abbiamo sempre chiesto. Cosi’ come resta vago il perimetro di un’eventuale coalizione e inadeguate le rassicurazioni sul fatto che non ci saranno larghe intese dopo il voto”

“Alla nostra assemblea – spiega Cp – abbiamo fatto un ultimo appello e chiesto a Pd, Mdp e forze del centrosinistra di uscire dall’autoreferenzialità e di aprire alla possibilità di iniziare un nuovo corso che possa davvero farci capaci di battere le destre. Per questo, non ci sottrarremo al confronto con il Partito Democratico per verificare fino in fondo la possibilità di dar vita a un nuovo centrosinistra. Senza pregiudizi e senza sconti”, si legge ancora nella nota.

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