lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Catalogna. Sciopero e annullata l’indipendenza
Pubblicato il 08-11-2017


catalognaAncora cattive notizie per gli indipendentisti catalani, dopo la fuga di Puigdemont, oggi la Corte costituzionale spagnola ha annullato la dichiarazione unilaterale di indipendenza approvata dal Parlamento catalano il 27 ottobre. La dichiarazione era già stata sospesa in via preventiva. Il plenum della Corte ha poi deciso di denunciare, per disobbedienza alle sue sentenze, la ex presidente del Parlamento regionale Carme Forcadell e due funzionari, Ana Simo e Josè Maria Espejo. Neanche sul fronte delle prossime elezioni le cose si mettono meglio: nonostante gli inviti di Puigdemont, i tre principali partiti sovranisti, Pdecat, Erc e Cup, riferisce Tv3, non hanno raggiunto un accordo per correre insieme prima di questa notte allo scadere del termine fissato per legge per la presentazione di coalizioni. I 10 “detenuti politici” – 8 membri del Govern di Puigdemont e due leader indipendentisti – dovrebbero essere candidati in liste diverse.
Nel frattempo la popolazione catalana è scesa in strada per protestare contro il Governo di Madrid e contro l’incarcerazione del governo catalano e dei famosi “2 Jordi”, i dirigenti delle associazioni indipendentiste Omnium cultural e Anc. Una trentina le strade bloccate dai manifestanti in tutta la regione. Ma anche qui si sono viste le ‘divisioni’: i sindacati regionali hanno indetto per oggi una giornata di sciopero contro il governo centrale, ma le sigle sindacali si sono però divise sulle forme della protesta, quelle principali, Ccoo e Ugt, non aderiscono allo sciopero generale e aderiscono invece a una manifestazione in programma alle 18 e a una protesta simbolica, alle 12, davanti a tutti i luoghi di lavoro.
Ieri invece a Bruxelles una manifestazione con la partecipazione di oltre 100 sindaci e, in prima fila, lo stesso presidente destituito Puigdemont, che si trova in libertà condizionata in attesa che i magistrati belgi si pronunciano sulla sua estradizione. “Puigdemont è un cittadino europeo che deve rispondere delle proprie azioni, con i suoi diritti e doveri, senza privilegi”. Lo ha detto il premier belga Charles Michel, riferendo in parlamento della situazione catalana e dei suoi riflessi sul Belgio. “C’è una crisi politica in Spagna, non in Belgio”, ha detto Michel. Quanto alla domanda d’asilo di Puigdemont “ogni cittadino ha diritto di farla – ha detto -, ma non è un affare che riguarda il governo”.

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