martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cicchitto: da Orlando giudizio superficiale sul Psi
Pubblicato il 09-11-2017


fabrizio cicchitto

“Siamo al paradosso che abbiamo fatto una legge che presuppone le coalizioni e non stiamo lavorando per farle”. Andrea Orlando, intervistato da ‘L’aria che tira’ su La7 torna ad invitare il segretario dem Renzi a lavorare sulle alleanze. “Rischiamo che il Pd arrivi terzo. Un’irrilevanza tragica”, osserva. Il Guardasigilli lascia fuori il tema della leadership. “Se pensa che la sua leadership non sia un problema, va bene. Ha vinto il congresso ma dica cosa vuole fare”, premette. Poi rimarca: “Il tema è se il Pd resta una forza a vocazione maggioritaria o un soggetto che di volta in volta si allea con questo o con quello, ma così diventa una riedizione 2.0 del Psi della Prima Repubblica”.

Orlando chiama in causa anche i padri nobili del Pd perché “tutti quelli che hanno a cuore il partito devono dare una mano” e smentisce di voler lasciare la casa del Nazareno: “Se avessi voluto fare la scissione avrei seguito i miei compagni che sono andati a fare un’altra cosa”. “Lavoriamo sul programma: a Napoli abbiamo votato un documento che non si sa che fine abbia fatto. Ci deve essere un’ iniziativa concreta”, aggiunge il ministro della Giustizia.

Un giudizio, quello sul Psi, che Fabrizio Cicchitto definisce superficiale: “Il PSI – afferma Cicchitto – fu cosa più complessa e meno banale di come lo liquida oggi il ministro Orlando. Ricordo il PSI nel 1956 sul XX Congresso e sull’attacco sovietico all’Ungheria, il PSI di Nenni e Lombardi nel centro-sinistra e anche il PSI dell’epoca di Bettino Craxi. Poi ogni partito può andare incontro a errori e a involuzioni ed essere, anche per questo, più facilmente distrutto da un attacco giudiziario che però fu del tutto unilaterale. Fra quella drammatica vicenda, ormai consegnata alla storia, e ciò che sta accadendo oggi non c’è nessun rapporto: il PD sta facendo cose buone ed errori in totale autonomia”.

“La storia del PSI – aggiunge la Portavoce del PSI, Maria Cristina Pisani – è una storia virtuosa che non  può essere liquidata, banalmente, ancora oggi. Siamo l’unico partito con un passato di 125 anni, tutti gli altri si rifanno a fenomeni attuali, nessuno ha la nostra identità storica”.
“Un’identità – prosegue Maria Pisani – che ha reso l’Italia più libera e più civile e non c’è una sola grande riforma di cui oggi godiamo che non sia passata dalle piazze o dal Parlamento con conquiste o leggi che i socialisti hanno firmato, sottoscritto e difeso fino alla fine. La nostra – conclude – è una storia che dovrebbe essere presa solo ad esempio”.
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