mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Condannati all’inesistenza
Pubblicato il 27-11-2017


Pare che la telenovela del possibile accordo per costruire un centrosinistra laico sia sul punto di naufragare, e non è una bella notizia, in virtù di una legge elettorale che pare essere premiante per le coalizioni e poco per i partiti che si presentano soli. Anche se i sondaggi, negli ultimi anni, vanno presi con le pinze e non come oro colato, il sistema tripolare che vedeva in campo Pd e alleati da un lato, Movimento Cinque Stelle dall’altro e Centrodestra pare ormai aver perso una delle tre gambe. Se il Pd correrà senza fare alleanze con i transfughi, sembra difficile che possa insidiare lo scontro diretto tra la coalizione Forza Italia-Fratelli d’Italia-Lega e i grillini. Già si ripetono gli inviti di montanelliana memoria: tra Berlusconi e Di Maio turiamoci il naso e votiamo il meno peggio. Ma non è un’opzione così semplice. Sicuri che dopo le elezioni si produca una maggioranza in grado di governare? O torneremo agli accordi post elettorali tanto cari alla prima repubblica?

Intanto, c’è da capire dove arriverà la “sinistra sinistra”. Bersani e transfughi, rifiutando accordi con il Pd per la riproposizione di un centrosinistra, in primis, rinunciano a qualsiasi prospettiva di governo, portando avanti una nuova sfida di testimonianza. Non essere soggetti di governo condanna al ruolo di soggetti di lotta. Ma lotta contro chi e contro come? Pensare che il ruolo di soggetto di lotta sia monopolizzato dal Movimento Cinque Stelle no?

Ma c’è un caso più caso che divide la “sinistra sinistra”. Non la chiamo sinistra radicale perché forse c’è qualcuno di più radicale dell’assembramento Si-Art.1 Mdp-Possibile. Nei giorni scorsi ho assistito su facebook a un dibattito serrato tra amici di Rifondazione di Mdp. I primi accusavano i secondi di essere al soldo del Pd: una stampella pronta per il dopo voto. I secondi invece, accusavano i primi di lanciare accuse infondate, perché il loro scopo è dare cittadinanza alla gente di sinistra che non si ritrova nelle politiche neo liberiste del Pd che sarebbe un partito di destra. Dal 2017, quasi 2018 pare di tornare agli anni settanta, quando la sinistra, dopo l’ondata critica del 1968, vide il fiorire di una miriade di movimenti e gruppuscoli. C’erano i maoisti, i trozkisti, gli operaisti, i marxisti leninisti: una corsa a chi stava più a sinistra. Il risultato fu una eccessiva frammentazione che creò disorientamento e debolezza, condannando all’inesistenza molte frange e formazioni. La situazione di allora non pare così lontana. L’unico problema è che, a cinquant’anni di distanza, nessuno a sinistra pare aver imparato la lezione.

Leonardo Raito

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