martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Dalla Ue obbligo (facoltativo) del taglio del CO2 auto
Pubblicato il 08-11-2017


auto elettricaI produttori auto Ue dovranno obbligatoriamente entro il 2030 avere sul mercato una flotta che abbia il 30% in meno di emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 2021. È la proposta al centro del Pacchetto Mobilità della Commissione Ue. Ci sarà anche un target intermedio nel 2025 per garantire che l’obiettivo per il 2030 sia rispettato. È previsto inoltre un sistema innovativo di incentivi per chi supera la sua quota di veicoli puliti (auto e van) e sanzioni per i produttori auto pari a 95 euro per grammo di emissioni superiori al limite per ogni veicolo.

Il Pacchetto Mobilità pulita, oltre ai nuovi limiti per le emissioni di CO2, contiene una serie di provvedimenti supplementari (tra cui tre direttive, un Piano d’azione e un’Iniziativa), che vanno da misure a favore dello sviluppo delle batterie per le auto elettriche sino a direttive riviste per promuovere il trasporto passeggeri su pullman a lunga percorrenza e quello intermodale per le merci, combinando rotaia e acqua con gomma. Una prima direttiva, quella sui veicoli puliti, punta sugli appalti pubblici (dalle auto in dotazione alle pubbliche amministrazioni sino ai mezzi per la nettezza urbana) per stimolare una domanda ‘certa’ di vetture a zero o basse emissioni per i produttori auto. La direttiva sul trasporto combinato, invece, crea incentivi per un trasporto merci più ‘pulito’ che metta insieme oltre a quello su camion anche l’utilizzo di treni, chiatte e navi. Infine, la direttiva sui servizi passeggeri per pullman, mira a sviluppare connessioni via bus sulle lunghe distanze per ridurre il numero di persone che viaggiano in macchina.

Il pacchetto di Bruxelles è “tecnologicamente neutro”, ovvero non intende favorire, almeno sulla carta, una tipologia di veicolo verde rispetto a un’altra. Questo prevede un Piano d’azione per lo sviluppo di un’infrastruttura transeuropea di carburanti alternativi, mettendo a disposizione una nuova combinazione di strumenti finanziari Ue già esistenti per 800 milioni di euro complessivi d’investimenti. Viene poi lanciata una Iniziativa autonoma sulle batterie per le auto elettriche, con a disposizione ulteriori 200 milioni di euro per il periodo 2018-2020.

Una proposta a cui però non segue nessun obbligo. Infatti la quota del 30% di auto ‘pulite’ a zero o basse emissioni sarà solo facoltativa. È quanto prevede la proposta finale della Commissione Ue nel Pacchetto Mobilita’ pulita. Una proposta annacquata rispetto alle aspettative iniziali, che degrada il requisito a “parametro” anziché renderlo “target” vincolante, introducendo invece il taglio obbligatorio del 30% delle emissioni di C02. Essendo solo un “benchmark” non vincolante, non ci saranno quindi sanzioni per i produttori auto che non avranno il 30% di flotta ‘pulita’ (e il 15% nel 2025). Al contrario, ci saranno incentivi per quei produttori auto che supereranno la quota di auto a zero o basse emissioni del 15% o del 30%: questi consentiranno loro di ‘sforare’ del massimo il 5% sul fronte del taglio delle emissioni di CO2, consentendo di fatto di continuare a mantenere sul mercato una parte di veicoli più inquinanti a combustione.

Una proposta che divide gli eurodeputati. Proposta “realistica” secondo gli eurodeputati Ppe, “senza ambizione” e “inaccettabile” per i colleghi dell’S&d, “non all’altezza” per i Verdi, un regalo all’industria automobilistica per le ong ambientaliste e i consumatori: il nuovo Pacchetto mobilità pulita della Commissione Ue già divide. “Accolta con favore” dal Ppe in quanto dà modo “al settore automobilistico di adeguarsi e scegliere le tecnologie più appropriate”, il target di riduzione del 30% delle emissioni di CO2 è invece “assolutamente inaccettabile” per l’S&d che chiede invece il 40% e si dice “deluso” dalla mancanza di una quota obbligatoria di veicoli ‘puliti’. Anche i Verdi europei sottolineano “la debolezza delle proposte sui veicoli a zero emissioni fissando obiettivi non vincolanti”, che “ritarda” l’arrivo delle auto elettriche.

“E’ bastata una telefonata e la Commissione europea ha fatto un bel regalo all’industria automobilistica”, ha attaccato l’ong Transport&Environment, facendo riferimento alla notizia delle pressioni esercitate da esponenti di primo piano del governo e del settore automobilistico tedesco sull’Esecutivo Ue. L’organizzazione sottolinea che “la rimozione delle penalità” per i produttori che “non raggiungono l’obiettivo” del 30% di flotta ad emissioni zero entro il 2030 “era uno degli obiettivi” dell’industria automotive. “Città e governi in tutta Europa sono più avanti dellaCommissione ed espongono l’influenza su di essa delle lobby”, ha rincarato la dose Greenpeace Europa. I consumatori del Beuc rimarcano invece il passo indietro fatto da Bruxelles sul target vincolante per le auto pulite: “manca una quota per i veicoli elettrici, ora ci aspettiamo che l’Europarlamento e gli stati membri assicurino più scelta ai consumatori europei”.

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