martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Difendiamo il popolo curdo
Pubblicato il 02-11-2017


Riprendo il grido d’allarme lanciato da Paolo Mieli sul Corriere della sera a proposito della situazione in cui si trova il popolo curdo. La premessa è indispensabile anche se nota. E’ grazie soprattutto agli eserciti curdi, oltre all’aviazione americana, che si é vinta la guerra contro il Daesh, sottraendo al terrorismo un territorio divenuto stato. Se le città di Mosul e la capitale Raqqa sono state espugnate dopo battaglie cruente e settimane, anzi mesi, di azioni di terra e di bombardamenti, è perché i curdi erano in prima linea e combattevano anche per noi, per tutto il mondo civile che oggi si trova al centro di un’offensiva barbara dell’integralismo islamico. Questo è costato ai curdi un sacrifico enorme di vie umane.

Finita la festa, cioè la guerra (o quasi), gabbato lo santo? Così sembra. Oggi i curdi sono lasciati soli e “vengono dati in pasto”, lo sottolinea Mieli, “ai carnefici venuti dall’Iran e dall’Iraq”. Proprio mentre il presidente Barzani viene costretto alle dimissioni dopo avere promosso un referendum sul quale è stato calato, contrariamente a quello sulla Catalogna, il più colpevole dei silenzi. La comunità curda è smembrata dal trattato del 1923 in quattro territori appartenente all’Iraq, alla Siria, all’Iran e alla Turchia. E da allora non mancarono tensioni e focolai di guerra sia tra le diverse comunità curde, sia tra loro e gli stati a cui appartenevano e tuttora appartengono. Solo a seguito della cacciata di Saddam è stata poi istituita una sorta di regione autonoma all’interno dello stato iracheno, dopo le nefandezze compiute contro di loro dal regime (ricordiamo i gas usati per sterminare intere popolazioni da parte di Alì cosiddetto il chimico). Più o meno la stessa cosa, cioè la concessione di un minimo di autonomia, è accaduta nel territorio curdo della Siria, mentre sempre aspri sono rimasti i rapporti in Turchia e in Iran.

Tutto il mondo oggi, dopo le nuove imprese dei curdi contro lo stato islamico, si volta dall’altra parte e lascia che Iran e Iraq consumino le loro vendette. Con gli americani indifferenti e così gli europei. Una eccezione, in un mondo di falsi pacifisti (che vuole dire: io non faccio la guerra mai e lascio che vincano gli oppressori) e di falsi democratici (che vuol dire: la democrazia in casa d’altri, soprattutto se questi ultimi si prestano a fare i nostri interessi economici, non ci interessa) è costituita dalla Francia, grazie ai soliti e intelligenti intellettuali non contagiati dal virus dell’antioccidentalismo. A Parigi, al cinema Le Saint Germain, il 2 novembre si svolge una manifestazione dal titolo: “Avec le curdes, plus que jamais”. Questo grazie a personalità quali Bernard Henry Levi, Manuel Vals, Bernard Koutchner, che con altri l’hanno promossa. L’Italia ha conosciuto l’epopea delle manifestazioni: sul Vietnam, sul Cile, sulla Cambogia, sulla guerra (anzi contro la guerra) a Saddam. Ma sempre coniugando le iniziative con uno spirito anti americano. Coi curdi i nostri marciatori non sanno a che santo votarsi per gridare qualche slogan ancién regime. Così preferiscono tacere. E mai come oggi il silenzio è complice.

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Commenti all'articolo
  1. Tutto giusto, Direttore. Forse, però, qualche parola sul PKK e sul terrorismo curdo, che in Turchia sembra riprendere forza e che in passato tanto ha nociuto alla causa di questo popolo coraggioso, non guasterebbe. Altrimenti, visto che si tratta del vicino Oriente, non si capisce perché i palestinesi che lottano armati contro l’occupazione israeliana sarebbero dei terroristi mentre i curdi sono dei patrioti.
    Cari saluti, Mario.
    P.s. B-H. Lévy non mi sembra un buon esempio di intellettuale privo di doppia morale, visto che in passato ha sostenuto i “Contras” di Reagan, ha difeso il cinematograficamente brillante ma pur sempre reo latitante regista Polanski, nonché le vergognose e inutilmente offensive vignette contro Maometto. Per non dire della sua univoca posizione sull’eterna questione palestinese con i buoni tutti da un lato e i cattivi tutti dall’altro.

  2. Ma se, come la Spagna, Irak, Iran, Siria e Turchia, non vogliono dare l’indipendenza ai loro cittadini curdi, che fare? Prendersela con PKK che si è messo in campo da tempo?
    Mi ricorda “morire per Danzica?”

  3. Grazie direttore per questo suo articolo per la difesa del popolo kurdo. Devo anche ringraziare Paolo Mieli che con coraggio e in modo solitario ha scritto un articolo denunciando il silenzio colpevole dell’ occidente nei confronti dei kurdi, tutti sanno che i kurdi sono stati fondamentali per la cacciata dei terroristi di Daesh non solo nelle aree abitate dai kurdi, ma anche nelle aree abitate da iracheni e siriani. Ma l’occidente ha chiuso gli occhi di fronte all’ avanzata dell’ esercito iracheno e la milizia sciita creata dagli iraniani. I kurdi con il referendum del 25/09/2017 hanno voluto dire che vogliono l’indipendenza dall’ Iraq, perché i kurdi non sono arabi e hanno vissuto in Kurdistan da millenni, Senofonte 300 anni a.c. parla dei kurdi. I due stati Iraq e Siria sono stati artificiali creati a tavolino nel secolo scorso dalle potenze vincitrici della prima guerra mondiale, Inghilterra e Francia. Da allora i kurdi sono in guerra con tali stati compreso Turchia e Iran per difendere la propria identità e sperare nell’ indipendenza sempre da soli contro quegli stati (guerrafondai) di cui non occorrono commenti. Mieli dice quello dell’ occidente è un orribile tradimento.
    Per quanto riguarda il PKK e la Turchia, sono sorpreso! ma chi critica il PKK conosce davvero la Turchia?
    Da kurdo ringrazio quei pochi e sinceri intellettuali italiani che con coraggio e convincimento hanno difeso il popolo kurdo.
    Kawa

  4. Giusto per chiarire, io non “me la prendo con il PKK” tanto per sminuire i meriti dei curdi in guerra contro Isis. Fatto salvo il diritto di milioni di curdi ad avere uno Stato proprio, io semplicemente prendo atto del fatto che il PKK, che per molto tempo è stato complice se non attivamente operatore di terrorismo ( chi mette bombe per uccidere dei civili, sia uno dell’Isis, sia un patriota curdo, per me resta un terrorista e un vigliacco ) non ha certo aiutato la causa del popolo curdo.
    Saluti, Mario Mosca.
    P.s. Al signore o alla signora Kawa, che non so se sia un nome, un cognome o un soprannome ( ma su Avanti! non vigeva la regola del firmarsi con la propria identità? ) ricordo che Iraq e Siria saranno anche stati creati a tavolino, ma ai tempi di Senofonte non ci stavano solo i curdi in Medio Oriente. Ci stavano pure i siriani, i babilonesi, gli ebrei, etc.etc. E da tempo.

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