mercoledì, 13 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Fisco, arriva la rottamazione fai da te. Ecco le misure antiesclusione
Pubblicato il 27-11-2017


Le due misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale

CHIARIMENTI SUL PASSAGGIO DAL SIA AL REI

Il Sostegno per l’Inclusione Attiva (Sia) è una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizione di povertà nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile (anche maggiorenne) o una donna in stato di gravidanza accertata.

Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente deve aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Ambiti territoriali), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità. Il progetto viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni e coinvolge tutti i componenti, instaurando un patto tra servizi e famiglie che implica una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Le attività possono riguardare i contatti con i servizi, la ricerca attiva di lavoro, l’adesione a progetti di formazione, la frequenza e l’impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute. L’obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia.

Con il Decreto interministeriale del 26 maggio 2016 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 166 del 18 luglio 2016) il Sostegno per l’Inclusione Attiva, già sperimentato nelle città più grandi del Paese, è stato completamente ridisegnato ed esteso a tutto il territorio nazionale. Conseguentemente, pertanto, dal 2 settembre 2016 i cittadini in possesso dei requisiti possono presentare la richiesta per il Sia.

Con il Decreto interministeriale del 16 marzo 2017 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 30 aprile 2017), sono stati successivamente modificati alcuni criteri di accesso al Sia, nell’ottica di ampliare ulteriormente la platea dei possibili fruitori della misura.

Dal 1° gennaio 2018 il Sia verrà sostituito dal Reddito di inclusione (Rei), come prefigurato dalla legge dalla legge delega per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale  e dal decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, attuativo della legge delega.

Poiché il Sia è attribuito ogni due mesi per le domande presentate nel bimestre precedente, a decorrere dal 1° novembre 2017 la richiesta per il Sia non può più essere inoltrata. Coloro ai quali è stato riconosciuto il Sia nell’anno 2017 continueranno a percepire il relativo trattamento economico, per tutta la durata e secondo le modalità previste. I titolari della carta Sia saranno inoltre abilitati, a partire dal 1° gennaio 2018, ai prelievi di contante entro il limite stabilito per il Rei (240 euro al mese).

Se i beneficiari del Sia soddisfano anche le condizioni prescritte per essere ammessi alla nuova misura, potranno richiedere la trasformazione del Sia in Rei. In ogni caso verrà garantita la fruizione del beneficio maggiore. Qualora si decida di passare dal Sia al Rei, la durata del Rei sarà ridotta del numero di mesi per i quali si è percepito il Sia. Il trattamento economico, in tal caso, verrà disposto sulla stessa carta di pagamento.

Coloro che già usufruiscono del Sia e non intendono passare al Rei, alla scadenza del Sia possono comunque richiedere l’accesso al Rei, se in possesso dei requisiti. In questa ipotesi il Rei avrà una durata massima di 6 mesi, al fine di assicurare una copertura complessiva del beneficio (Sia+Rei) pari a 18 mesi.

Coloro invece che hanno terminato di usufruire del Sia con il bimestre settembre/ottobre 2017 e che risultano avere i requisiti per accedere al Rei riceveranno il trattamento anche nel bimestre novembre/dicembre, al fine di non interrompere il beneficio.

Fisco

ARRIVA LA ROTTAMAZIONE FAI DA TE

Al via i nuovi servizi online di Agenzia delle Entrate-Riscossione per ‘rottamare a km zero’ le cartelle direttamente sul web. Si può, infatti, richiedere l’elenco delle cartelle rottamabili e presentare la domanda dall’area libera del portale dell”Agenzia delle Entrate-Riscossione’ senza necessità di pin e password.

È il progetto digitale ‘Fai D.A. te’, con l’acronimo di Definizione Agevolata, e rappresenta una corsia preferenziale per risparmiare tempo e avere comunque a disposizione, in modo semplice, tutti gli strumenti utili per aderire alla cosiddetta rottamazione delle cartelle.

Il dl 148 prevede la possibilità di pagare, senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora, i debiti affidati alla riscossione nei primi nove mesi di quest’anno (per le multe stradali, invece, non si devono pagare gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge), ma anche di regolarizzare le domande di adesione alla precedente definizione agevolata (dl 193/2016) che erano state respinte perché non rispettavano il requisito di essere in regola con i vecchi piani di rateizzazione in corso al 24 ottobre 2016. Vediamo nel dettaglio come funzionano i nuovi servizi online.

Cartelle 2017 dal Pc – Si chiama ‘Fai D.A. te’ il nuovo servizio che consente di presentare online, collegandosi all’area libera del portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione, il modello DA-2017, cioè la domanda per ‘rottamare’ i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017.

Per presentare la domanda basta accedere al portale dell’Agenzia delle entrate e cliccare sul link presente nella pagina dedicata alla Definizione Agevolata 2017 e compilare il modulo che appare sullo schermo. Il servizio poi richiede di inserire i riferimenti alle cartelle o agli avvisi che si vogliono ‘rottamare’ e di allegare i documenti di riconoscimento (documento di identità e dichiarazione sostitutiva attestante la qualifica del dichiarante).

Unica soluzione – Dopo aver visionato il riepilogo dei dati, sarà possibile indicare se si intende pagare in un’unica soluzione oppure a rate. Per aderire alla definizione agevolata gli interessati devono presentare la propria richiesta entro il 15 maggio 2018.

Il modello DA-2017 disponibile sul portale o presso gli sportelli dell’Agenzia, può essere presentato anche tramite l’area riservata del portale (dove è presente anche il nuovo servizio di assistenza ‘Contattaci’) o agli sportelli di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Coloro che hanno una casella di posta elettronica certificata, possono utilizzarla inviando anche la copia del documento di identità all’indirizzo pec della Direzione Regionale di riferimento dell’Agenzia. L’elenco degli indirizzi pec regionali è indicato nel modello DA-2017 e pubblicato sul portale web.

Cartelle ‘rottamabili’ sotto controllo – All’interno della pagina del portale dedicata alla Definizione Agevolata 2017, è presente il link per richiedere l’elenco delle cartelle che possono essere ‘rottamate’.

Uno strumento utile perché alcune cartelle del 2017 potrebbero non essere ancora state notificate e quindi il contribuente potrebbe non esserne a conoscenza. Anche in questo caso è necessario allegare i documenti di riconoscimento (documento di identità e dichiarazione sostitutiva attestante la qualifica del dichiarante).

‘Fai d.a.te’ per i respinti – I contribuenti che si sono visti respingere la domanda di adesione alla Definizione agevolata 2016, perché non erano in regola con il pagamento di tutte le rate scadute al 31 dicembre 2016 per le dilazioni in corso al 24 ottobre 2016, possono presentare una domanda di regolarizzazione utilizzando il servizio ‘Fai D.A. te’.

Innanzitutto è possibile richiedere la cosiddetta comunicazione delle somme dovute, già ricevuta in occasione della risposta di diniego da parte dell’agente della riscossione, per poter avere facilmente sotto mano l’elenco delle cartelle ‘rottamabili’ (ai sensi dell‘articolo 6 comma 8 del dl 193/2016). È sufficiente collegarsi al portale www.agenziaentrariscossione.gov.it, e accedere alla sezione dedicata alla “Regolarizzazione delle istanze respinte”.

Domiciliazione – Sempre nella stessa pagina, attraverso appositi link, è possibile compilare e inviare la domanda di regolarizzazione delle istanze respinte. Esistono due possibilità: accedere al servizio indicando il numero di cartella/avviso oppure il numero della comunicazione delle somme dovute. Una volta effettuato l’accesso si aprirà sullo schermo un modello da compilare con i dati anagrafici, di domiciliazione e di contatto.

Anche in questo caso è necessario indicare l’indirizzo email di riferimento su cui ricevere la convalida della richiesta. Successivamente devono essere indicati i numeri di cartelle/avvisi che si intendono rottamare (oppure il numero della comunicazione e la data) e allegare i documenti di riconoscimento (documento di identità e dichiarazione sostitutiva attestante la qualifica del dichiarante).

Le rate – In seguito si potrà procedere con la richiesta e indicare se si intende pagare in un’unica soluzione oppure a rate. Per presentare la domanda i contribuenti hanno tempo fino al 31 dicembre. Il modello DA-R può essere presentato anche dall’area riservata del portale istituzionale o presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

I possessori di una casella di posta elettronica certificata, possono inviare il modello DA-R, insieme alla copia di un documento di identità, all’indirizzo pec della Direzione Regionale di riferimento dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. In alternativa, la domanda di adesione può essere presentata consegnando il modello DA-R direttamente agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.

Bollettini online per i “ritardatari” – Nuovo servizio online anche per chi non ha pagato la prima (o unica) rata prevista a luglio o quella di settembre 2017 (dl 193/2016 convertito con legge 225/2016). Sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it si può richiedere, sempre allegando i documenti di riconoscimento, la copia della comunicazione delle somme dovute e i relativi bollettini di pagamento, accedendo nell’apposita sezione dedicata alle “rate scadute e nuovo termine al 30 novembre”.

Il dl 148/2017 prevede che gli interessati possano mettersi in regola, e quindi non perdere i benefici previsti dalla definizione agevolata, pagando quanto previsto, senza oneri aggiuntivi, entro il prossimo 30 novembre.

Carlo Pareto

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento