lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Fmi, in Europa continua la ripresa
Pubblicato il 13-11-2017


Draghi-ripresa economicaLa ripresa c’è. E continua. Lo conferma il Fmi che registra la ripresa dell’Italia di quest’anno al +1,5%. Nel Regional Economic Outlook per l’Europa, il Fondo conferma l’accelerazione in un contesto di crescita rafforzata in Europa e nell’Eurozona. Il pil italiano crescerà dell’1,1% nel 2018 e dello 0,9% nel 2019. Ribadite anche le stime per la disoccupazione, che calerà all’11,4% nel 2017. Il debito quest’anno è atteso al 133%, per scendere al 131,4% nel 2018 e al 128,8% nel 2019. Il deficit è stimato al 2,2% nel 2017, per scendere all’1,3% nel 2018 e allo 0,3% nel 2019.

Allo stesso tempo arriva una raccomandazione. Quella di stringere il controllo sul debito pubblico. Anzi a maggior ragione secondo il Fondo le economie avanzate del Vecchio Continente con un elevato debito pubblico dovrebbero approfittare di questo momento positivo per ridurlo senza mettere a rischio la crescita. Una raccomandazione questa rivolta a Belgio, Francia, Italia, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Il Fmi ribadisce per il debito italiano le stime presentate nel World Economic Outlook di ottobre, dove ha stimato un debito quest’anno al 133% del pil.

”Tutte le economie europee – si legge nel Regional Economic Outlook per l’Europa – crescono, e il continente è diventato uno dei motori degli scambi commerciali globali”. La ripresa europea – mette in evidenza il Fondo – si sta facendo sentire nel resto del mondo tramite il commercio, con il ”contributo dell’Europa alla crescita globale delle importazioni nel 2016-2017 simile a quello di Stati Uniti e Cina insieme”.

Ma anche se la ripresa economica dell’Ue si sta rafforzando e ampliando, contribuendo in modo significativo alla crescita globale, il Fondo Monetario mette in guardia per i rischi al ribasso. “I rischi sono più bilanciati – avverte – ma continuano a essere al ribasso nel medio termine”. Un monito dal quale parte l’invito a ad approfittare della ripresa per ricostruire cuscinetti fiscali e rafforzare la capacità dell’economia di assorbire eventuali shock. L’attuazione delle riformestrutturali – mette in evidenza il Fondo – è un elemento centrale per rafforzare l’economia aumentandone la produttività, rendendo più competitivo il mercato dei prodotti e migliorando quello del lavoro e dell’istruzione. Nel rapporto il Fmi infatti ribadisce i dati presentati nel World Economic Outlook di ottobre per l’Europa, che sperimenterà una crescita del 2,4% nel 2017, in rialzo rispetto al +1,7% del 2016, per poi rallentare al +2,1%.

”L’attuale ripresa dell’Europa non è interamente paragonabile con la passate riprese che sono seguite a recessioni. Il problema fondamentale è la difficoltà del separare le componenti cicliche e quelle strutturali, soprattutto dopo periodi prolungati di crescita debole. I recenti indicatori mostrano che l’attuale ripresa dell’Europa sia trainata anche da fattori strutturali” afferma il Fmi, sottolineando che la crescita riflette in parte l’accelerazione degli investimenti che, se sostenuta, può aiutare a migliorare la cresciuta potenziale”.

Il Fondo nota come a sostenere la crescita sia anche una ripresa del credito in molti paesi. ”Nelle economie avanzate dell’Europea e in Eurolandia, il credito delle banche al settore privato è in aumento, spinto dal credito alle famiglie. La crescita del credito alle imprese resta irregolare ed è particolarmente debole nei paesi con un elevato livello di prestiti deteriorati”.

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