lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I Promessi sposi
Pubblicato il 13-11-2017


Non si comprende se ognuno dei protagonisti della politica italiana si sia riservato una parte. Fossimo a teatro la recita sarebbe quella dei Promessi sposi. Renzi, come il quasi omonimo, nei panni del pretendente, Pisapia (il ruolo più confacente sarebbe forse quello di don Abbondio) in quello della sposa contesa, D’Alema e Bersani in quello dei “bravi” che il matrimonio non lo vogliono, Grasso in quello dell’Innominato. Ma non siamo in una sia pur artistica recita. Dobbiamo organizzare il campo del centro-sinistra. Con molta meno prosopopea.

Il convegno di Pisapia non ha per ora dato risposte. Il leader della sinistra, sostituito poi con Grasso, ha per ora solo auspicato unità e discontinuità. Se per unità intende un accordo che vada da Alfano a Mdp se lo può scordare. Se per discontinuità pretende le dimissioni di Renzi da segretario del Pd (quelle da candidato leader del centro-sinistra le ha già date) pure. Se non avrà quel che chiede e non si accontenterà di quel che c’é si ritirerà o svolterà su D’Alema dove, da numero uno, si accontenterà di fare il vice Grasso o il vice Dio, per dirla con le parole di Bersani. La Boldrini lo ha già anticipato. Mai con questo Pd, ha gridato, pur avendone volentieri accettato i voti per la terza carica dello stato (in realtà fu inventata da Bersani al quale forse deve riconoscenza).

Quel che stupisce é il commento di Franceschini che ha riscontrato l’esistenza di disponibilità a far fronte comune, mentre Veltroni continua ovunque ad implorare unità, come Fra Galdino implorava noci. Personalmente lascerei perdere la teatralità, gli infingimenti, gli appelli. Mi concentrerei sul reale che, come diceva Hegel, é il solo razionale. E nel centro-sinistra inizierei a costruire le tre gambe su cui deve reggersi il tavolo dell’alleanza, o apparentamento, elettorale. Da un lato la lista centrista si sta organizzando con quel che resta del vecchio Nuovo centro-destra, con i seguaci di Casini (non l’Udc di Cesa che é tornata nel centro-destra), con gli ex Scelta civica, forse coi verdiniani.

Poi ovviamente la lista del Pd. E la terza, che non può mancare perché una esclusiva alleanza tra Pd e Alfano é strabica, perde equilibrio e il tavolo vacilla. Il Pd non può permetterselo se non perdendo consenso. E questa lista sarà anche la nostra. Oggi si é svolto l’incontro tra Renzi e la Bonino. Pare sia stato costruttivo. La Bonino gli ha parlato della lista europeista. Con la Bonino c’é Forza Europa di Della Vedova, ci sono i verdi di Bonelli. Domani Nencini incontrerà Renzi. Possiamo stare altrove? Con o senza Pisapia, perché anche al nostro interno si é manifestata una preoccupazione un po’ ambigua. Si dice che Pisapia non sposterebbe ormai un voto e poi si fa della presenza di Pisapia la conditio sine qua non. Pisapia non è Fra Cristoforo con in mano le chiavi per risolvere la trama delle elezioni. E nemmeno quelle della formazione della nostra lista. Essere subalterni al Pd può dare fastidio a qualcuno. Ma dura lex… Diventarlo di Pisapia sarebbe insopportabile.

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Commenti all'articolo
  1. 1) Il sistema proporzionale è lo strumento tecnico-politico di tutela e rilancio delle Identità. Non approfittare di tale condizione, dopo anni di sofferto maggioritario “deidentificante”, sarebbe intollerabile.
    2) Rappresentare un partito significa valorizzare un’identità. Così come avviene nei singoli territori, mantenere un’identità anche a livello nazionale é una questione di etica politica.
    3) Nel presente panorama politico, la possibilità di mantenere la nostra identità, rinnovandone la natura e rafforzandone la consistenza, ci è offerta dalla costruzione di una lista eco-liberal-socialista, di cui con spirito modernizzante ed ossigenante, a Milano, ha parlato solo il Direttore dell’Avanti.
    Imbracciando il telescopio dell’analisi e non il microscopio degli interessi, possiamo giungere ad un tertium non datur: o si imbocca la via dell’identità o si dichiara coraggiosamente l’esaurimento di una nobile, lunga, prestigiosa esperienza politica.

  2. In tutta questa confusione Direttore, una cosa è certa:
    Non ci sono più alibi per noi!
    La legge elettorale così com’è congegnata da la possibilità ai piccoli Partiti di presentarsi alle elezioni con una Lista propria, con il proprio Simbolo, aggregati ad una Coalizione, nel nostro caso con il P.D.
    Sarebbe ora di mettere in atto la richiesta che perviene da tanti Compagni Tesserati, cioè quella di correre da soli con le nostre forze, con le nostre idee.
    Contiamoci una volta per tutte e se dovesse andar male, ne prenderemmo atto e decideremmo cosa fare per il futuro.
    E’ inutile star lì a tenere il moccolo a qualcuno, la cera prima o poi si consuma decretando la fine.
    Su Compagni, un po di coraggio !
    Armiamoci con entusiasmo di buona volontà e affrontiamo la sfida !

    VIVA IL P. S. I. VIVA IL SOCIALISMO !

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