mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ilva, l’Ue ‘espelle’ Marcegaglia che prova a trattare
Pubblicato il 22-11-2017


jehlArriva la richiesta dell’Antitrust europeo: nella partita per la vendita e il salvataggio dell’Ilva la società dell’ex presidente di Confindustria non potrà più esserci. Bruxelles teme una riduzione della concorrenza e un aumento dei prezzi per i prodotti piani di acciaio, soprattutto per le pmi dell’Europa meridionale. Per l’Antitrust Marcegaglia (socio con il 15%) dovrà quindi abbandonare la cordata Am Investco. Ma da parte della cordata si minimizza. Mentre secondo la Reuters ArcelorMittal sta valutando l‘ipotesi di cedere a un‘azienda italiana il suo impianto siderurgico La Magona a Piombino, nell‘ambito dei possibili rimedi antitrust.
“Per una fusione di questa portata è normale un approfondimento dell’antitrust europeo. Vogliamo convincere la Commissione della validità del nostro progetto per l’Ilva”. Così Matthieu Jehl, vice presidente di Arcelor Mittal e Amministratore delegato di Am InvestCo, in audizione in commissione Industria al Senato riferendo sulla decisione della Commissione Ue di avviare una seconda fase di analisi sull’acquisizione del gruppo Ilva da parte di ArcelorMittal. “Stiamo lavorando a stretto giro con la Commissione – ha aggiunto Jehl – vogliamo convincere Bruxelles della validità della nostra soluzione per Ilva. Naturalmente tutte le informazioni sono confidenziali. Al momento abbiamo assunto tutti gli impegni richiesti e continueremo a lavorare con loro”. Con l’Antitrust – ha concluso – stiamo trattando riga su riga ma non posso fare ulteriori commenti. Non posso commentare nè su Marcegaglia, nè su Cassa Depositi Prestiti. Quando avremo la decisione dell’Antitrust, sapremo qualcosa”.
Nel corso dell’audizione alla Commissione Industria del Senato. Jehl ha presentato il piano industriale e ambientale e gli impegni di investimento di 2,4 miliardi fino al 2024, assicurando che il gruppo continuerà a investire anche dopo questa data: “Per un sito di queste dimensioni si parla di 100-120 milioni l’anno”. Jehl ha ribadito l’impegno ad occupare 10mila lavoratori, a cui riconoscere l’attuale quadro retributivo, e la volontà di riportare l’Ilva ad una “situazione sostenibile”, garantendo “forte trasparenza” e puntando all'”integrazione” con la comunità locale.
“Inizieremo nel 2018 con tutti i piani ambientali e vogliamo realizzarli nel più breve tempo possibile”, ha dichiarato il vicepresidente di ArcelorMittal, facendo notare che gli obiettivi delle emissioni sono inferiori ai limiti attuali e a quelli Bat; “cosa – ha specificato – che vogliamo raggiungere ogni giorno, 365 giorni l’anno”.
“Penso che si debba concludere rapidamente”, afferma invece il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, sul caso Ilva. Intervenendo a Circo Massimo su Radio Capital spiega: “Abbiamo ottenuto, facendo un lavoro molto duro, il riconoscimento dei livelli salariali precedenti e continua il confronto per abbassare il numero degli esuberi”. Calenda sottolinea che 5,3 miliardi di euro di investimenti sono una cifra molto alta. Alla domanda se l’indiano sia stato convinto risponde: “Sì con un pressing soave”.

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