martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ilva, rinvio al Mise e sospesa occupazione a Genova
Pubblicato il 09-11-2017


miseSi è tenuto oggi il tavolo al Ministero dello Sviluppo economico tra commissari dell’Ilva, Am Investo e le delegazioni sindacali guidate dai segretari generali di Fim, Fiom e Uilm e dai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil. Molti i nodi da sciogliere e altre questioni aperte dopo l’occupazione dello stabilimento di Genova.
Per il momento i sindacati escono insoddisfatti dall’incontro con ArcelorMittal al Mise: l’azienda non ha consegnato il piano industriale ma lo ha illustrato solo per grandi linee. Il tema occupazione ed eventuali esuberi non è stato affrontato. Il tavolo è aggiornato a martedì prossimo alle ore 9. “Anche questa volta ci hanno presentato delle slide – ha riferito la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David – non abbiamo nulla in mano e non possiamo compiere una valutazione vera. Per questo abbiamo molte perplessità. Dobbiamo vedere le carte e poi faremo un approfondimento. Siamo ancora lontani”. Anche se per l’azienda l’incontro è stato produttivo e addirittura ArceloMittal fa sapere che è “molto importante che i sindacati comprendano pienamente i nostri piani industriale e ambientale” e per questo l’azienda ha “accolto con favore la possibilità di partecipare a questo incontro, unitamente a quello della settimana prossima nel quale dettaglieremo il piano ambientale e a quelli che seguiranno”.
I dubbi restano: secondo i sindacati ArcelorMittal ha fissato a regime l’obiettivo di 10 milioni di tonnellate di produzione ma questo comporterebbe assunzioni piuttosto che esuberi. I target produttivi sono fissati al 2024 e sino al 2023 è prevista l’importazione di 4 milioni di tonnellate di semilavorato finché non entrerà in funzione l’altoforno 5 e le importazioni scenderanno a 2 milioni. Sullo sfondo – ha fatto notare Bentivogli – vi è l’incognita-capestro dell’Antitrust europeo: non possiamo aspettare il 24 marzo (il tempo che si è dato l’Antitrust per pronunciarsi sull’acquisizione, ndr). Sul tavolo pesa infatti la decisione di ieri dell’antitrust europeo di proseguire l’esame sull’acquisizione, prendendo tempo fino al 23 marzo.
Nel frattempo a Genova l’occupazione – ha deciso l’assemblea degli operai all’esterno della fabbrica di Cornigliano – è sospesa da domani mattina alle 6. Ci sarà poi un’assemblea retribuita sempre domani mattina con Bruno Manganaro (Fiom).
Preoccupazione è stata espressa dal segretario genovese della Fiom sui contenuti del piano industriale che sembrano penalizzare Cornigliano: “Abbiamo assistito a 3 ore di slide, con pochi numeri e da quelli emersi si deduce che gli investimenti per Genova, alla luce della mole del gruppo Mittal, sono esigui: 60 milioni, di cui 15 per la banda stagnata quando ne servirebbero 150”. “Inoltre sulla discussione pende la `spada di Damocle´ della decisione dell’Antitrust su AM che non arriverà prima del marzo 2018. Quindi – ha sottolineato il segretario Fiom – tutto quello che si decide oggi, rischia di essere carta straccia in caso di pronunciamento negativo dell’Antitrust nei confronti di Mittal”. L’occupazione della fabbrica ha avuto i suoi frutti: il vice ministro Teresa Bellanova ha garantito oggi al segretario genovese della Fiom, Bruno Manganaro, al termine del tavolo sindacale sul piano industriale di AM InvestCo per Ilva. In sostanza si parlerà specificatamente dell’Accordo di programma in vigore per lo stabilimento di Genova Cornigliano per il cui mantenimento la Fiom sta occupando la fabbrica. L’Accordo, siglato nel 2005 da Ilva, Governo, Enti locali e sindacati, prevede che a fronte della chiusura degli impianti a caldo dello stabilimento vengano mantenuti occupazione e salario. Il Piano di Am InvestCo, invece, parla di 600 esuberi su 1650 dipendenti per Cornigliano.
Ma l’occupazione Fiom è stata comunque criticata dagli altri esponenti sindacali. I segretari generali di Fim e Uilm, Marco Bentivogli e Rocco Palombella, ribadiscono le critiche alla mobilitazione dei metalmeccanici della Cgil. Intervistati prima di entrare al tavolo sull’Ilva al ministero dello Sviluppo economico, i due sindacalisti prendono le distanze dalla segretaria generale della Fiom, Francesca Re David, secondo cui l’occupazione dello stabilimento di Genova non peserà sul negoziato. “Siamo abituati agli alti e ai bassi di una organizzazione che da un lato cerca l’unità e dall’altro scorciatoie – ha detto da parte sua Palombella – la mobilitazione non serviva perché la discussione su Genova era già in programma”.
“Le proteste sono tutte legittime – ha dichiarato Bentivogli – ma in questo momento era più importante tenere insieme i lavoratori e sostenere una trattativa difficile. Abbiamo chiesto di limitare le cose che dividono e di spingere su quelle che ci uniscono. La protesta serve se ha degli obiettivi e in momenti difficile come questo l’unità fra i lavoratori è da preservare”.

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