lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ius soli. Buemi, approvarlo prima di fine legislatura
Pubblicato il 29-11-2017


Riforme-SenatoLa legge sul fine vita sembra a un passo. Con l’appoggio del M5S e con i voti del Pd e della sinistra potrebbe farcela a diventare legge prima di fine legislatura. L’accordo c’è, il timore di molti è che non regga. Discorso più complesso per lo ius soli. Il ddl sulla cittadinanza è di quelli a forte richiamo elettorale, il centrodestra è sulle barricate da mesi. “Noi lavoriamo su entrambi i fronti – assicura il ministro e vicesegretario dem Maurizio Martina, intervistato da Repubblica – Non esiste una classifica, ci proviamo fino in fondo. Anche politicamente sono questioni differenti, perché il biotestamento è una materia che ha una sua trasversalità particolare”.

Lo ius soli è uno di quei temi ove la destra ha sempre attinto sfruttando e cavalcando il malcontento, di molti. “Se si tiene conto – afferma il senatore del Pd Luigi Manconi che aggiunge: che ho presentato il mio disegno di legge sul biotestamento il primo giorno dell’attuale legislatura, si capisce bene quanto io tenga all’approvazione di questa normativa. Tanto quanto al provvedimento sullo Ius soli e culturae. Due leggi sacrosante e ragionevolissime. E proprio per questa ragione dico che sento odore di bruciato quando si accavallano strategie e calendari”. “È un dato oggettivo – aggiunge – facilmente verificabile sotto il profilo numerico e politico che la legge sulla cittadinanza ha qualche chance in più di quella sul testamento biologico. L’esito non è certamente scontato, ma può essere perseguito con successo”. “Immediatamente dopo – intendo: immediatamente dopo – si può affrontare il tema delle dichiarazioni anticipate di trattamento. Ma tutto ciò deve avvenire nella massima chiarezza politica – conclude Manconi – adottando comportamenti leali, evitando scivolosi sotterfugi che potrebbero rivelarsi altrettante trappole. Dunque, si calendarizzi per martedì 5 dicembre lo Ius soli, si ponga la fiducia e si vada avanti per ottenere altri risultati che potrebbero salvare il bilancio e l’onore di questa legislatura”.

“Diciamo la verità – aggiunge il senatore socialista Enrico Buemi – la legge di modifica delle norme sulla cittadinanza non è il cosiddetto ius soli; ciò nonostante è un passo importante perché introduce obblighi precisi per quanti iniziano il percorso per arrivare ad essere cittadini italiani”. “L’integrazione – aggiunge Buemi – è fatta di diritti e doveri, solo così può essere efficacemente realizzata”. “I socialisti pensano che questo provvedimento debba essere assolutamente approvato al Senato in via definitiva prima della conclusione della legislatura. Quello che gli italiani, che ragionano, devono sapere è che va anche nella direzione del loro interesse”, conclude il senatore socialista.

E sul  biotestamento Maria Cristina Pisani, portavoce del Psi, torna sulle parole pronunciate dal leader della Lega Matteo Salvini che ieri ha detto che “si occupa dei vivi, non dei morti”.  “Disumano, impietoso, atroce, senza alcun rispetto per tanti che non sono morti ma vorrebbero vivere la malattia in libertà e coscienza. Matteo Salvini dovrebbe chiedere scusa ad ognuno di loro e dovrebbe inchinarsi difronte alla dignità dei malati e delle loro famiglie”. Pisani ha aggiunto: “Il suo intervento è un insulto arrogante e volgare che lascia sgomenti per il disprezzo della sofferenza. Un insulto che diventa violenza nel momento in cui si vuole impedire a donne e uomini liberi di poter decidere della propria morte esprimendo semplicemente la propria volontà. Garantire il diritto alla dignità in un momento così delicato della vita di un uomo e di una donna è un nostro dovere oltre che un loro sacrosanto diritto. Come Psi non ci fermeremo, il testamento biologico – conclude – va approvato entro il termine della legislatura. Non ammettiamo strade diverse”.

Il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, presidente di Forza Europa e promotore con Emma Bonino e Riccardo Magi della lista europeista +Europa punta il dito sulla agenda Salvini che è diventata “nei nei fatti” il programma del centrodestra. “No allo ius soli – spiega Della Vedova – ma anche no al biotestamento, contro cui si è duramente scagliato il segretario della Lega ieri, ripreso dal capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, oggi. No alle liberalizzazioni. No ai trattati commerciali della UE, in nome di un protezionismo autarchico autolesionistico per il paese del Made in Italy. Sì invece alla piazza della CGIL per una controriforma delle pensioni”. “Sull’Europa e sull’euro il segretario della Lega ha già ottenuto l’impegno solenne di Silvio Berlusconi alla doppia moneta. Oggi l’egemonia culturale nel centrodestra è della Lega, all’insegna della chiusura nazionalista, programmaticamente non liberale e non moderata. Una scelta netta – prosegue Della Vedova – che ricalca quella dei nazionalisti e lepenisti antieuropei”.

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