lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lavori gravosi. Arriva la proposta del governo
Pubblicato il 08-11-2017


operaio_catena montaggioNel confronto Governo-Sindacati è arrivata la proposta del Governo per l’estensione delle categorie di lavoratori esclusi dall’adeguamento automatico dell’età pensionistica a partire dal 2019. Sarebbero quindici le categorie di lavoratori escluse da quota 67. Questa è stata la proposta formalizzata dal Governo ai sindacati sull’aumento dell’età pensionabile. Nello specifico, l’esecutivo propone di esonerare dalle aspettative di vita 15 categorie di lavori gravosi. Si tratterebbe di circa 15-20mila lavoratori. Sono gli operai dell’industria estrattiva, i conduttori di gru, chi lavora sulle macchine di perforazione, i conciatori, i macchinisti ferroviari, i camionisti, i professori di scuola pre-primaria, i facchini, gli addetti alla pulizia, le ostetriche ospedaliere, gli assistenti per non autosufficienti, già individuati per l’accesso all’Ape social, ai quali sono stati aggiunti gli agricoltori, i siderurgici, i marittimi e i pescatori.

Per poter accedere al blocco dell’aspettativa di vita i lavoratori dovranno avere versato 36 anni di contributi e dimostrato di aver svolto una attività gravosa continuativamente per almeno sei anni negli ultimi sette anni. La platea così individuata è pari al 10-15% delle nuove pensioni di vecchiaia previste nel 2019.

Il Governo avrebbe anche proposto una Commissione scientifica con Inail, Istat, Inps, Mef aperta eventualmente ai sindacati, per analizzare le diverse aspettative di vita in relazione alle mansioni svolte.

I sindacati riterrebbero non sufficienti le aperture del Governo. E’ comunque prevista una riunione unitaria per oggi pomeriggio in cui verrebbe fatto un primo punto sulla trattativa. Un supplemento d’indagine tecnica è previsto anche nella mattinata di lunedì prossimo prima del vertice politico a Palazzo Chigi.

Il Governo ha fatto passi avanti per andare incontro alle richieste dei sindacati. Purtroppo, rimane insoluto il problema dell’alto tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani, che non viene adeguatamente assorbito dalla crescita della produttività.

Salvatore Rondello

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