giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’emancipazione femminile nelle Fiction: Il paradiso delle signore
Pubblicato il 22-11-2017


il-paradiso-delle-signore-1024x682“Il paradiso delle signore” non chiude mai, potremmo dire. Conclusa la seconda stagione della nota serie tv italiana, vediamo due dei suoi protagonisti ancora al lavoro. Stiamo parlando di Giuseppe Zeno (che interpreta Pietro Mori) e Christiane Filangeri (nei panni della signorina Mantovani). Il primo per questo 2017 è impegnato nel progetto di un’altra fiction al fianco di Vanessa Incontrada (“Scomparsa”), dove è il vice questore Giovanni Nemi, che indaga sulla scomparsa di due sedicenni: Camilla (Eleonora Gaggero), figlia della neuropsichiatra infantile Nora Telese (Vanessa Incontrada) e l’amica Sonia (Pamela Stefana). Mentre vedremo la Filangeri sia al cinema in “Caccia al tesoro” (che uscirà il 23 novembre prossimo, con Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Gennaro Guazzo Francesco Di Leva, Serena Rossi, Max Tortora) di Carlo Vanzina, che nella fiction per la regia di Riccardo Donna “La strada di casa” (con Alessio Boni).
“Il paradiso delle signore 2” vs “Velvet”. Se il cast di “Scomparsa” ha assicurato che non ci sarà una seconda stagione della serie (in sei puntate), invece una scia de “Il paradiso delle signore 2” rimane. Riassumendo: “Innovazione sostantivo femminile” citava un bando della regione Lazio a favore dell’imprenditoria femminile e giovanile. E la fiction “Il paradiso delle signore” ben racconta, attraverso la moda, l’universo dell’emancipazione femminile e dell’imprenditoria giovanile che porta innovazione. Ben descrivendo strategie di marketing d’avanguardia di stampo moderno; pur nella Milano del 1956. Ispirato a un romanzo di Èmile Zola ne conserva il realismo e il tono drammatico di fondo, senza troppo spettacolarizzare, ma aggiungendo un briciolo di tono poliziesco che lo avvicina ad un’altra serie (spagnola questa volta), che si muove nello stesso ambito: “Velvet”. Impossibile non notare un po’ di somiglianza e di affinità (nella diversità e nella connotazione di ciascuna) tra le due serie tv. Simili e quasi equivalenti i personaggi, che si richiamano un po’ specularmente. Innanzitutto le protagoniste del cambiamento e del progresso: Teresa Iorio (Giusy Buscemi) da una parte e Anna Rivera (Paula Echevarría) dall’altra, entrambe tormentate da una grande storia d’amore struggente con Pietro Mori (Giuseppe Zeno) e Alberto Márquez Campos (Miguel Ángel Silvestre). L’ascesa delle due giovani talentuose è affiancata dalla signorina Mantovani (Christiane Filangeri), come da Donna Blanca (Aitana Sánchez-Gijón), che però potrebbe tranquillamente ricordare la contessa Torriano interpretata da Valeria Fabrizi ne “Il paradiso delle signore”. Poi l’amica Anna Imbriani (Giulia Vecchio) di Teresa, somiglia un po’ alla Rita di Anna Rivera (Cecilia Freire); mentre l’ex moglie di Alberto Cristina Otegui (Manuela Velasco) richiama evidentemente la Rose Anderson (Andrea Osvart) di Pietro Mori: entrambe moriranno in maniera violenta e tragica. Così come c’è un’altra figura intraprendente intermedia tra bene e male (nel senso che inizialmente sembra ostile e antipodica al successo dell’eroina protagonista, ma poi si trasformerà in un personaggio positivo, cambiando molto): nella serie spagnola è quello di Patricia Màrquez Campos (Miriam Giovanelli, sorellastra di Alberto, che aspira a prendere le redini della galleria Velvet), in quella italiana è Andreina Mandelli (Alice Torriani), insieme alla madre Marina (Helene Nardini), legate da un astio antico a Pietro Mori (di cui vogliono vendicarsi, per poi trovare una soluzione di conciliazione).

Modernità de “Il paradiso delle signore 2”. Queste sono solo alcune delle analogie individuabili, seppure labili e blande, a volte stridenti. Per quanto il personaggio di Alberto ad un certo punto scompaia per poi ritornare alla fine della serie “Velvet”, rispetto a Pietro Mori, sempre presente seppur un po’ oscurato in una fase della fiction. Imprenditore di successo, la figura di Mori è controversa (amato e odiato, apprezzato e stimato o invidiato, ha qualcosa di oscuro che a tratti incute timore e rispetto). Per un attimo la sua intraprendenza sembra incartarsi e incapace di portare avanti “Il paradiso”, mentre le idee originali e nuove di Teresa portano clientela e ricchezza e un’immagine innovativa del negozio più accattivante e fresca. In contro-tendenza le visioni dell’una e dell’altro, i due spesso si scontrano, ma poi Mori capirà che è giusto seguire la strada disegnata dalla Iorio. Così come molto più intraprendente è il pubblicitario Vittorio Conti (Alessandro Tersigni), innamorato di Teresa e molto simile a lei, in grado di intravedere modalità diverse di veicolare il messaggio pubblicitario. Per non parlare della capacità “mediatica” di comunicare dell’altra consulente pubblicitaria Elsa Tadini (Claudia Vismara). Ma il personaggio di Mori rappresenta un uomo diviso a metà: combattuto tra onestà e spregiudicatezza. La moda e “Il paradiso” diventano fonte di business, ma c’è chi questi affari li vuole fare onestamente (come Teresa), rispondendo alla propria coscienza, e chi (come Rose) senza scrupoli, solo per soldi e guadagno. La tentazione sarà forte, ma associare “Il paradiso” a una passione, un impegno, un luogo d’affetto e di scambi umani contribuirà a darne un’ulteriore nuova visione. Sempre grazie a Teresa Iorio. In questo significativa anche la figura di Andreina, che inizialmente aveva la tendenza a comportarsi da donna d’affari cinica e spregiudicata e che poi si evolverà in senso più positivo. Così come cambierà molto la signorina Clara Mantovani (Christiane Filangeri), diventando più premurosa verso la figlia data in adozione (cui rinuncerà per il suo bene e per amore del capo-magazziniere Corrado, Marco Bonini). Ma non si scopre solo l’amore (un sentimento e un valore che non si ‘vende’), ma la serie ci fa vedere quanto fosse difficile all’epoca (ma anche oggi) essere una donna sola, madre (pensiamo anche ad Anna) e non sposata (con i matrimoni organizzati e combinati dell’epoca e le rigide tradizioni familiari e regionali come quelle dei genitori di Teresa) o per lei fare carriera (come Silvana, Silvia Mazzieri, che sogna il teatro); ma anche denunciare la propria omosessualità (come l’altro assistente pubblicitario e amico di Vittorio, Roberto Landi, interpretato da Filippo Scarafia). Ed essere un uomo integerrimo, che fa successo senza scendere a compromessi (con la malavita, con il contrabbando di droga o sigarette o con la corruzione). In questo è esemplare Pietro Mori, che anche lui avrà un’evoluzione profonda, intima e personale, con un forte senso di autocritica, con cui si interroga, cerca di cambiare ed essere migliore (di uscire anche dal vizio dell’alcool). Il suo sacrificio nella scena finale (in cui per proteggere Teresa dallo sparo di una pistola sembra farsi uccidere e morire), forse serve proprio a questo: a rivalutarlo, riabilitarlo, a dimostrare la volontà di sacrificarsi per una giusta causa e andare sino in fondo. Lezione morale importante, tutti sperano in una terza stagione e, soprattutto – visto il ritorno di Alberto nella serie “Velvet” (creduto morto) -, chissà che anche Pietro Mori non sia deceduto e possa “resuscitare” dando un nuovo futuro a “Il paradiso delle signore”? Velvet è arrivato alla quarta stagione, sebbene con meno episodi: sette in tutto in Italia contro i 20 de “Il paradiso delle signore”; magari questo potrebbe essere un nuovo formato per la serie italiana (meno puntate ed episodi, ma pur sempre un continuo con “Il paradiso delle signore 3”). Perché la moda non è solo tendenza, ma una sorta di specchio della propria personalità, è identità che dà senso di appartenenza: appartenersi e non perché è cool o trendy, ma l’appeal deriva dal fatto di sentir proprio quell’elemento che ci rappresenta e che non è solo “decorativo”.

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