martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lettera aperta ai compagni radicali
Pubblicato il 28-11-2017


Cari compagni, so che è abusivo, mentre assistiamo alla presentazione del vostro simbolo, definirvi radicali. Il Partito radicale trasnazionale non c’entra e c’entrano per modo di dire i Radicali italiani, tanto che nella definizione che vi siete dati non vi compare il vostro nome, ma solo il richiamo all’Europa. Tuttavia la mia lunga militanza anche nelle vostre fila, sull’esempio tracciato da Loris Fortuna del quale mi considero un allievo, credo mi consenta di rivolgermi a voi con la tradizionale schiettezza, quella che del resto vi contraddistingue, in qualsiasi modo deciderete di presentarvi. Ho assistito con una certa apprensione al vostro conflitto, duro, ruvido, segnato da critiche aspre, apertosi dopo la morte di quel grande protagonista delle lotte di libertà che é stato Marco Pannella. Mi preoccupava il rischio di dispersione di quel fertile serbatoio di buona politica che é sempre stato il Partito radicale.

Avevo aderito con entusiasmo al gruppo parlamentare della Rosa nel pugno e mi opposi nel 2007 al suo scioglimento. A Boselli raccomandai una costituente non solo socialista, ma liberalsocialista che vi includesse i radicali. Dopo il voto del 2008 Marco mi chiese di convocare gli stati maggiori laici a Chianciano e di capeggiarne il gruppo di coordinamento. Abbiamo vissuto tante giornate insieme, con passione e progetti per il futuro. Da tempo mi sono fatto carico di avanzare la proposta di una riedizione della Rosa nel pugno, aperta anche ai verdi riformisti di Bonelli e Boato. Con Giovanni Negri abbiamo lanciato l’appello ai socialisti e ai radicali e contribuito a far nascere la Marianna. Poi il vostro deciso impulso a presentare una lista europeista alle elezioni sotto il patrocinio di Emma Bonino mi aveva fatto pensare che fosse il momento di osare, insieme: i radicali, gli europeisti, i socialisti, i verdi e tutti quelli che, non riconoscendosi nel Pd, ma collocandosi ugualmente nel centro-sinistra, intendevano formare una lista competitiva. Anche Pisapia, invitato all’Ergife, dopo non poche indecisioni, pare oggi aver fatto una scelta di campo analoga, mentre lo stesso Romano Prodi sembra veda con occhio di favore l’operazione.

Invece di diventare voi protagonisti di questo allargamento di confini, vi siete incomprensibilmente infilati in un bunker dal quale pare non vogliate uscire. Ho cercato, parlando con alcuni di voi, di comprenderne il motivo. Non sono riuscito ad afferrarlo. Mentre all’Ergife pareva che il diametro del vostro cerchio si allargasse a vista d’occhio, oggi appare improvvisamente rimpicciolito. Anziché, anche alla luce delle grandi battaglie di Marco Pannella, contaminare gli altri, il vostro tentativo pare timoroso d’essere da altri contaminato. Lo trovo inspiegabile. Rinunciare a una cosa grande per una piccola non é nelle migliori performances radicali. Tanto più che nel centro-sinistra si profilano cosi tre liste, oltre a quella di centro: una di Pisapia, più Psi, Verdi e civici, una della Bonino e quella del Pd. Un controsenso politico e un rischio elettorale. L’unico a guadagnarci (ma la stessa Bonino sostiene che sarà difficile raccogliere le firme e allora capisco ancora meno la vostra intransigenza) potrebbe essere il Pd, su cui si riverseranno i voti delle liste che hanno superato l’uno per cento senza raggiungere il tre. Vi conosco troppo bene per avanzare il sospetto di una cosi poco nobile intenzione. Dunque, cari compagni, ripensateci. Avanzate le vostre proposte, condizionate il percorso di un’unica lista riformista ed europeista. Fatelo. C’é tutto il tempo. Non sprecate questa occasione che domani potrebbe mai più ripresentarsi. Vostro Mauro Del Bue

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Commenti all'articolo
  1. Io non sono mai stato radicale e il comportamento descritto da Mauro mi appare proprio della tradizione radicale. Non conosco nulla del loro dibattito, ma presumo, viste le posizioni della Bonino, che il tema immigrazione sia decisivo. Per includerli dovremmo aprire le frontiere e accogliere tutta l’Africa, buona parte dell’Asia e del Medio-oriente.

  2. Infatti mi stavo chiedendo quale fosse la relazione tra Forza Europa ed il raggruppamento da te proposto.
    Da quanto scrivi capisco che siamo di fronte all’ennesima storiella italiana… cento teste cento partiti.
    Un vero peccato se non si concretizzera’ quello che potrebbe diventare un polo liberale progressista e laico, che potrebbe indubbiamente attrarre molti di coloro che sperano in un rinascimento culturale, capace di riorientare il nostro paese verso l’alto.
    Certo resterebbe da verificare il “tasso di effettivo progressismo” nelle vene delle componenti verdi e pisapiane, che — per essere chiari ed espliciti — finora si sono distinte, rispettivamente, per il loro carattere decrescitista e tassaiolo. Chiederei quindi subito a Boato e Bonelli: perche’ definirsi ancora verdi (come l’infausta formazione di Pecoraro Scanio), se sono davvero a favore di un’ecologismo finalmente cosmico, e non piu’ chiuso entro i limiti dell’atmosfera terrestre? Se sono espansionisti e dalla parte dell’umanita’, perche’ attardarsi in definizioni chiuse e retrive?
    A Pisapia forse chiederei di ritrovare il suo spirito di quando propose la legge per l’8×1000 alla ricerca scientifica, tanti anni fa. E di ragionare un attimo se davvero pensa che la soluzione per il nostro paese, per motivare ed eccitare le eccellenze dormienti o migranti, sia aumentare ancora il prelievo fiscale, che veleggia a livelli intollerabili, mitragliando le startup sul nascere, anziche’ aiutarle… Si facesse un giro istruttivo in molti cantoni svizzeri, dove le startup sono coccolate ed assistite, o anche in Gran Bretagna, dove le startup non pagano l’iva fino ad una soglia di 85.000 sterline l’anno. Qui invece mi sembra che siamo ancora in pieno paradigma catto-comunista: l’imprenditore e’ un peccatore-nemico del popolo, e deve quindi essere scoraggiato fin da piccolo…
    Come sai, il 18 e 19 Maggio 2018 si terra’ il secondo congresso nazionale di Space Renaissance Italia, dal titolo: Officine Orbitali, primo livello di espansione civile nello spazio https://sritac.spacerenaissance.space/.
    A chiunque si presenti alle elezioni 2018 proporremo tre semplici domande:
    1) Siete al corrente della rivoluzione nel settore spaziale, causata dall’avvento dei razzi riutilizzabili (SpaceX)?
    2) Vi rendete conto che l’abbattimento del costo del lanci, e la rottura di monopolio che ne e’ derivata, sta aprendo spazi di mercato formidabili?
    3) Avete un’agenda per inserire il nostro Paese e le sue eccellenze nel settore industriale new space?
    Quindi, bene Forza Europa! Qualcosa per cui si potra’ votare, se non altro… Ma per lo sviluppo e la crescita ci vuole una politica industriale forte, e decisamente rivolta verso l’alto.

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